Da Realtà sannita n° 17 16/31 ottobre 2020


E’ passato abbastanza tempo ormai dall’ultima tornata elettorale amministrativa e quindi si può fare qualche considerazione più serena su come sono andate le cose qui a Telese. La lista di Giovanni Caporaso ha stracciato quella di Nicola Di Santo doppiandola addirittura nel conto dei voti espressi dai circa cinquemila votanti che si sono recati alle urne. E questi risultati qualcosa vorranno pur dire, un qualcosa su cui bene farebbero a riflettere sia i vincitori che gli sconfitti.

Il popolo di Telese ha fatto una scelta netta, ha voluto un sindaco che fosse parte di se stesso, che conoscesse bene il territorio e le sue esigenze, un sindaco insomma per il quale avesse motivo di apprezzamento.

Non è stata la stessa cosa dall’altra, dalla parte cioè del candidato sindaco Nicola Di Santo. Il popolo di Telese lo ha visto forse come un estraneo alla contesa amministrativa perché questo candidato sindaco è sì un telesino. ma è vissuto fuori dall’ambito comunale negli ultimi anni.

E anche se in lista c’era pure il passato sindaco, Pasquale Carofano, i telesini non hanno ritenuto opportuno dargli il proprio voto. Quindi, tirando le somme, una lista con un capolista “estraneo” e un ex sindaco che ha governato gli ultimi dieci anni è stata doppiata. Segno evidente che l’elettore ha bocciato anche la passata maggioranza consiliare. Questa è la realtà dei fatti.

A questo punto c’è materia sufficiente per riflettere, e riflettere a lungo. La lista che ha perso deve leccarsi le ferite e spiegarsi perché ha perso, anche se questo esercizio non è molto difficile a farsi. La lista di Giovanni Caporaso, dopo aver goduto della legittima soddisfazione per il risultato ottenuto, deve ora sbracciarsi e mettersi al lavoro perché una messe così alta consensi avuti è segno di qualcosa di grosso che si aspetta il popolo.

Il paese è in uno stato di quasi abbandono, fermo, ed ogni cittadino ha da avanzare qualche suggerimento o qualche richiesta di cose da fare. Il paese cresce di giorno in giorno, è un crocevia di interessi. un incrocio di gente che viene da più parti a vivere e a lavorare qui. e per tutto questo è ancora più difficile amministrarlo.

Comunque, ‘”la festa è finita” direbbe qualche buontempone ed ora bisogna lavorare con lena con un Consiglio comunale la cui maggioranza indica la strada e l’opposizione esercita il suo ruolo di controllo e di sprone.

L’insediamento della nuova amministrazione è avvenuto, la Giunta è stata fatta, incarichi di lavoro saranno dati anche fuori dalla Giunta, quindi c’è da fare per tutti perché il programma presentato ai cittadini in occasione del voto è bello e corposo, perciò richiede tanto impegno per realizzarlo.

CARLO FRANCO

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