Il vitellone bianco rappresenta l’orgoglio dei pascoli sanniti con i suoi allevamenti situati nelle aree interne e, in particolare, in Valle Telesina – Titernina, Valle Caudina, nel Fortore e Alto Tammaro. Ma, per essere più competitivi sul mercato e promuovere i prodotti di estrema qualità, è necessario un brand territoriale con una DOP Carne dei Pascoli Sanniti.

Per capire ancora meglio l’importanza che il settore e l’indotto possono rappresentare per il Sannio e per la Campania, anche in termini economici ed occupazionali, basta pensare che solo a San Giorgio la Molara si contano 300 aziende di allevamento e che in provincia di Benevento esistono già due fiere: la mostra bovina di Cerreto Sannita e quella organizzata a San Giorgio la Molara, dove è possibile ammirare esemplari ad Indicazione Geografica Protetta (IGP) e la maestosità di svariati capi di bestiame, e degustare diversi tagli della pregiata carne.

Proprio la valorizzazione della carne dei bovini di razza Chianina, ha contribuito non poco al turismo gastronomico toscano con la celebre bistecca fiorentina così la provincia sannita, dovrebbe rafforzare, con i suoi numeri,  l’immagine dell’intera filiera.

Numero di capi bovini razza  ‘Marchigiana’ allevati
Regione Campania14. 000
Provincia di Benevento9.980

 

La diversità degli allevamenti sanniti consiste nel fatto che buona parte dei vitelli destinati all’ingrasso, viene prodotta secondo la linea vacca-vitello con svezzamento naturale all’interno dei territori della fida pascolo, l’antico demanio di montagna di circa 800 ettari compreso tra i comuni di Cerreto, Pietraroja e Morcone. Un allevamento che ha il pregio di essere totalmente brado nelle modalità di gestione, con la mandria che viene spostata nei ricoveri a stabulazione libera solo nei periodi più freddi.

Ci sono tutte le premesse…

Ecco perché la politica  deve immaginare e concretizzare un progetto di ampio respiro per la produzione zootecnica sannita.

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