Da studioso d’arte voglio ricordare brevemente un grande personaggio dell’arte,
uno di quelli che ha reso l’arte spettacolare, Christo Vladimirov Javacheff,
conosciuto come Christo, nato in Bulgaria nel 1935 ma residente in New York,
morto ieri ad 84 anni.
La sua espressione artistica nella sua semplicità era impacchettare monumenti e lo
aveva fatto diventando l’esponente più importante della Land Art ma gli aveva
conferito anche il riconoscimento più ambito per ogni artista ed ossia ad essere
un’artista amatissimo, le sue opere erano dei veri e propri spettacoli e
coinvolgevano centinaia di migliaia di visitatori come l’opera fatta nel 2016 sul Lago
d’Iseo, dove aveva installato una passerella dorata galleggiante “Floating Piers”
chiunque vi poteva passeggiare sopra. Rendeva le fiabe a natura umana,
sovvertiva amorevolmente la natura.
Le sue opere resteranno come riferimento per chiunque, lui era mattatore, la sua
arte era spettacolo e allo stesso tempo lo spettatore viveva della sua arte, arte fatta
per tutti in quanto fiabesca ma che apriva prospettive contrastanti. Sapeva andare
al di là delle convenzioni rendendo le opere rumore e silenti allo stesso tempo
sempre opere di grandi dimensioni, schemi nuovi che rendevano a tratta anche
surreale il mondo.
Degli artisti spesso si parla del carattere irruento e burrascoso lui al contrario era
un vero fanciullo e i suoi progetti delle immense ed intramontabili fiabe artistiche.
E’ stato senza dubbio un precursore e sperimentatore a cui va un grazie da
organizza eventi d’arte come lo scrivente Maurizio Caso Panza, presidente della
BeneBiennale, la biennale internazionale di Benevento.

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