Il  lockdown della ristorazione e il rallentamento dell’economia a causa del Covid19 mordono pesantemente il comparto vitivinicolo, che in Campania stava vivendo un periodo di crescita costante sia sul mercato nazionale che internazionale. Sono necessari interventi urgenti – dichiara Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente regionale – per mettere in sicurezza le imprese della filiera vino. La nostra organizzazione ha sollecitato l’Unione Europea a rispondere all’emergenza attraverso l’approvazione di tre regolamenti che prevedono prime importanti misure di sostegno, come la distillazione per produrre disinfettanti, la vendemmia verde, le proroghe per ristrutturazione e reimpianto.

Ma siamo consapevoli – sottolinea Masiello – che anche dopo la riapertura della ristorazione, il comparto vino della Campania dovrà prepararsi ad un nuovo scenario. Occorre lavorare fin da subito a formule innovative per reggere su un mercato ormai stravolto definitivamente. Le nostre cantine devono sfruttare al massimo le nuove tecnologie,  gli strumenti del web marketing, i social network. È la lezione che dobbiamo imparare dal coronavirus.

Coldiretti ha chiesto di autorizzare temporaneamente la distillazione del vino in caso di crisi per la produzione di disinfettanti, farmaci e a fini energetici. Si introduce, inoltre, la possibilità fino al prossimo 15 ottobre di finanziare la distillazione e l’ammasso di vino. Per quanto riguarda la vendemmia verde, Coldiretti ha chiesto di consentire l’azzeramento della resa in caso di crisi ma anche la riduzione selettiva, oltre ad aumentare il contributo comunitario a favore di ristrutturazione, riconversione, assicurazioni e investimenti.

Per la vendemmia verde – conclude Masiello – abbiamo chiesto di posticipare la presentazione delle domande di sostegno al 30 giugno, nonché l’esecuzione delle operazioni nei vigneti da eseguire dopo questa data. Infine, per evitare la perdita dell’autorizzazione di impianto e reimpianto, abbiamo chiesto di estendere di 12 mesi la validità delle autorizzazioni scadute o in scadenza nel 2020, consentendo ai viticoltori di piantare in condizioni migliori nella primavera del 2021

Nicola de Ieso

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