Assistere impotenti ad un impietoso spettacolo di violenza gratuita, l’ ennesima, andato in scena presso i locali del pronto soccorso dell’ Ospedale Fatebenefratelli di Benevento ci lascia tramortiti, impotenti, mortificati, impauriti e soprattutto arrabbiati, dal momento che sono ormai troppi anni che, come FP CGIL BN, gridiamo forte il nostro  stato di allarme, di angoscia e di rabbia, verso ciò che non vorremmo mai accadesse nei nostri luoghi di lavoro.

Com’è possibile riuscire a scatenare un inferno di questa natura, in un ambiente dove il personale sanitario si occupa costantemente H24, di assistere gente malata, già traumatizzata da sé, in attesa di essere curata in un necessario clima di cooperazione, di mutualismo, di maggiore sensibilità, di silenzio e soprattutto di rispetto verso il malessere delle persone e del sacrificio di operatori professionisti che mai come in questo periodo,  espongono se stessi, le loro vite e quelle dei propri familiari al pericolo di un invisibile contagio che è, in molti casi, causa di morte? Com’è possibile che oltre alla paura, costante, di venire a contatto con questo killer invisibile, oggi ci si sia trovati in faccia anche un potenziale killer che, a differenza del virus, ha un volto e delle braccia e delle mani con cui ha ridotto a pezzi tutti i vetri del pronto soccorso? Ma soprattutto la domanda principale è: perché, nonostante i numerosi eventi della stessa natura, che abbiamo sempre prontamente denunciato negli anni all’ Amministrazione e alla Cittadinanza, ad oggi siamo ancora qui a parlarne?

La nostra proposta è da sempre la stessa, valida oggi più che mai, e cioè ricorrere, molto semplicemente,  all’ utilizzo di personale addetto alla sicurezza (guardie giurate) così come avviene in altre simili realtà. Considerato il momento non ci sentiamo di polemizzare più di tanto sull’ accaduto, poiché siamo ancora nel bel mezzo di un’ emergenza sanitaria senza precedenti, quindi adesso non staremo più ad aspettare di raccontare altri episodi di cronaca, perché oggi stesso è il momento di mettere in atto queste misure richieste a gran voce e da sempre inascoltate, altrimenti da luogo di lavoro, già campo di battaglia, si passerà al campo di sterminio. Il passo è veramente breve.

Taddeo Pompeo

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