Ci sono soltanto due possibili conclusioni: se il risultato conferma l’ipotesi, allora hai appena fatto una misura. Se il risultato è contrario alle ipotesi, allora hai fatto una scoperta.” Citando Enrico Fermi, io oggi ho scoperto qualcosa: le misure italiane di contenimento del virus non stanno funzionando. C’è una falla nel sistema, o forse più di una. La prima è che c’è poca chiarezza e coerenza nel diffondere le informazioni essenziali. Il giorno X l’ Oms parla di possibile pandemia, il giorno Y si dice che in Italia lo 0,1% delle regioni sono colpite dal fatidico – allo stesso tempo inoffensivo – virus. Io non sono una virologa, non sono un ministro, ma ciò che ho scoperto ancora una volta è la mancanza di organizzazione in un’Italia che ha superato minacce ben più gravi di un virus che all’aspetto è poco diverso da quello di un’influenza. Eppure, c’è ancora qualcosa. Ogni volta che vinciamo, che facciamo un passo avanti per ritornare ad essere quella ”culla della civiltà” che tanto mi affascinava da piccola, ci lasciamo trasportare da uno spirito fin troppo romantico, ci perdiamo nella nebbia di Friedrich e regrediamo allo stato precedente, perché si sa prima del genio c’è sempre il caos.

Quello su cui mi voglio soffermare è che l’Italia ora non sa se fronteggiare prima la crisi economica o il piccolo gigante Covid-19. Non si sa se è più grave stare fermi o muoversi in un Paese che vedo ritrarre sempre più in se stesso. E in questa indecisione, che è la mia, e spero non solo, mi chiedo: le persone veramente ricche in questo Paese,  – perdonatemi il termine ” ricche ” che potrebbe sembrare a tratti discriminatorio – quelle che popolano i campi da calcio, le influencer di oggi con la borsa di Gucci, Dior e Prada, i ministri e via dicendo, cosa stanno facendo per ripagare il nostro Paese, che gli ha donato una terra dove diventare tanto potenti?

A chi si trovasse a rispondere bonariamente ” siamo tutti coinvolti ”, risponderei che sì è vero, Covid colpisce tutti, non fa differenze, ma alcuni guariscono nelle ville lussuose e confortevoli, tutti gli altri si contendono un posto in un ospedale, e i più sfortunati – forse per patologie pregresse, ma possibilmente anche per altri fattori – muoiono.

Non è Covid-19 il nemico, ci tocca combattere con noi stessi e i nostri limiti.

Nathalie Fiorillo

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