Brevi riflessioni-Saluti e ringraziamenti

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Con l’articolo Dal Sannio all’America si chiude la collaborazione continuativa con ViviTelese.
Ringrazio lo staff del sito, in particolare Giovanni Lombardi, per l’ospitalità e, soprattutto, i lettori che hanno avuto la pazienza e, spero, il piacere di leggere queste mie brevi riflessioni.
Ringrazio gli amici che ho disturbato assillandoli con le mie richieste e quelli che hanno contribuito integrando gli argomenti: Lorenzo Piombo, Don Donatello Camilli, Donatello Brunelleschi, Irma De Angelis, Silvio Falato, Antonio Iadonisi, Renato Rinaldi, Luigi Rotondi, Adam Biondi, Franco Ciarleglio, Rosanna Guarino, Luciano D’Amico, Vito Antonio Maturo, Emilio Bove, Ennio Cicchiello, Ferdinando Creta, Alfonso Guarino.
In modo preminente ringrazio i tanti, colti e appassionati storici del passato che sono stati in grado di scrivere in maniera dotta, documentata e chiara su gran parte degli argomenti riguardanti la nostra cultura, dai cui testi molto ho attinto per le mie ricerche.
Il rammarico è che questo patrimonio, frutto di indagini e studi approfonditi, di eruditi uomini e donne del nostro territorio, un tempo “vanto e gloria” per esso, abbia oggi pochi eredi.
Pochi ma non nessuno. Ci sono per fortuna, giovani studiosi come Adam Biondi, Antonio Iadonisi, Alessandro Liverini, Gianluca Petrucci a cui tutti dobbiamo essere grati perché mantengono accesa la fiammella che illumina il nostro passato.
I 30 articoli pubblicati su ViviTelese, dal luglio 2018 all’aprile 2019, presto diventeranno, anche dietro suggerimento di vari amici, un libro. O meglio una piccola giuda che vuole dare un contributo per conoscere un po’ di più il nostro Sannio e la nostra Valle attraverso episodi di storia, curiosità, personaggi e leggende.
L’intenzione è quella di farne dono a chiunque sia interessato o meglio, l’intenzione è di scambiarlo con chi dia in dono un testo, un libro, una pubblicazione che riguardi la Valle Telesina ed il Sannio in generale. Una sorta di “baratto culturale” con la finalità di incrementare il fondo di libri della Biblioteca del Sannio.
Ricordo, infatti, che a Cerreto è attiva un’associazione culturale: ”La Biblioteca del Sannio- Biblos”, che ha come obiettivo quello di raccogliere in un sol luogo i libri che parlano del Sannio o scritti da autori sanniti. Il libro donato, dunque, non andrebbe in nessun modo perso ma solo messo a disposizione di tutti attraverso il prestito gratuito praticato dall’Associazione.
Tra le tante persone che devo ringraziare avverto un sentimento di riconoscenza verso due persone scomparse, per cui mi si permetta di indugiare, per un momento, su ricordi personali che poco possono interessare, ma la statura umana e culturale dei due personaggi in questione giustifica ampiamente questa piccola digressione.
Un prete ed un laico. Due insegnanti, due Maestri, due persone speciali.
Nicola Vigliotti e Ninuccio Ciarleglio. Instillavano curiosità e desiderio di conoscenza riuscendo, contestualmente, ad appagarle.
Don Nicola ci amava tutti e ciascuno. Ogni suo alunno era un “pezzo unico”. Sapeva bene come trattare gli adolescenti. Prendeva i suoi talenti (tutti ne hanno almeno uno) e ci lavorava sopra valorizzandoli con il risultato di dare al giovane la cosa che maggiormente gli manca a quell’età: la sicurezza e la fiducia in sé stesso.
Ci sfidava a ragionare sugli argomenti, a diffidare delle “verità” imposte e ad “ascoltare sempre diverse campane”. Ci ammoniva a leggere i fatti della storia “non con la testa di oggi” ma calandoci nel contesto storico. Insomma pretendeva quelli che si chiamano senso critico e capacità di giudizio.
Conosceva tante cose ed aveva sempre voglia di studiarne di nuove.
Era molto legato alla sua terra e su di essa ha scritto molto. Ogni volta che mi veniva in mente un argomento da trattare per un articolo, da Telesia a Limata, da San Lorenzello ai Longobardi al Risorgimento, lo trovavo già nei suoi testi, affrontato con rigore da storico ma scritto con un linguaggio chiaro e pulito.
“Quando scrivete- diceva- mettetevi dalla parte di chi legge”.
Se a qualcuno si adatta alla perfezione la definizione di “memoria storica”, quello è senza dubbio Ninuccio Ciarleglio.
Il maestro Antonio, detto Ninuccio, sapeva e ricordava tutto quanto riguardava aneddoti, Storia e storie locali, leggende, modi di dire, dialetti, tradizioni, persone e personaggi, politica e politicanti e così via. E non solo di Cerreto e San Lorenzello, dove insegnava. Aveva la pazienza e il compiacimento di radunare attorno a sé un gruppetto di noi ragazzi e di raccontarci, instancabilmente fino a notte tarda, le storie del nostro territorio. Gli chiedevamo di tutto e ci rispondeva, puntualmente, su tutto con la sua capacità istrionica di affascinante narratore.
Era un punto di riferimento per la sinistra politica di Cerreto, apprezzato da tutti per la sua indipendenza di pensiero.
Ha scritto poco per quanto aveva da dire. Alcune commedie teatrali dialettali e, soprattutto, un dolce-amaro e malinconico romanzo: “La casa della levatrice”, dove narra delle ripercussioni locali degli orrori della seconda guerra mondiale.
Ho avuto la fortuna ed il piacere di averli conosciuti, di averli ascoltati e, spero, anche di averli saputo ascoltare.
Ho il rammarico di non averlo fatto quando erano ancora tra noi ma, per tutto questo, li ringrazio entrambi, ora per allora.
Infine, voglio rivolgere un pensiero particolare a Silvio Falato. Esimio linguista, memoria, strenuo difensore e cultore delle nostre tradizioni. E’ la persona che mi toglie i dubbi, alla quale mi rivolgo quando non so a chi chiedere. Spesso gli sottopongo le cose che scrivo, che lui con pazienza legge, aspettando con ansia il suo verdetto. E’ parco ma non avaro di complimenti per cui quando commenta “bel lavoro” è un’enorme gratificazione. Mi incoraggia in ogni idea e, addirittura, è lui che mi esprime riconoscenza dicendomi ”grazie per quanto fai per la nostra terra”.
So di non essere l’unico a ritenerti prezioso come persona e come risorsa della Valle Telesina, però permettimi di ringraziarti pubblicamente per quello che fai per me e per tutti noi.
Che Iddio ti conservi prof.!

Antonello Santagata

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