Musicisti sanniti – II parte

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Vassily Kandiskij: Lo spirito nell’arte.

Dopo il mio articolo sul Maestro Antonino Votto mi sono preso un “cazziatone” dall’amica musicofila Rosanna Guarino laurentina di San Lorenzello.
Mi scrive un messaggio: “Come hai fatto a dimenticare, tra i grandi musicisti di origine sannita, Gianfranco Lombardi, direttore del festival di Sanremo per vari anni, e i suoi fratelli Ettore e Guido Lombardi, tutti di origine di San Lorenzello…e Erasmo Petringa, musicista e direttore d’orchestra di Airola a cui persino l’emittente araba Al Jazeera ha dedicato un ampio servizio…”e così via nei suoi benevoli rimbrotti.
A mia parziale giustificazione posso solo accampare la scusa di esigenze di spazio in un pezzo divulgativo anche se, è vero, qualcuno l’avevo dimenticato.
Recuperiamo!
Gianfranco Lombardi (1941) di madre laurentina (la poetessa e giornalista Maria Luisa D’Aquino), musicista e direttore d’orchestra, è considerato uno dei più bravi “arrangiatori” italiani.
(Arrangiamento: termine orribile che indica quella difficile arte di adattare un brano musicale a strumenti e stili anche molto diversi da quelli immaginati dal compositore.)
La sua carriera inizia subito alla grande contemporaneamente alla sua collaborazione con Ornella Vanoni con la quale realizza, nel 1969, l’album “L’appuntamento”.
Da allora, pur continuando la collaborazione con la mitica Ornella, lavora, dirige e arrangia le musiche di Mina, Patty Pravo, Franco Califano, Mia Martini, i New Trolls e tanti altri famosi artisti. Lavora nel cinema per Pasquale Squitieri, cura le musiche del film “I Guappi”, però è dalla collaborazione con Angelo Branduardi che arriva un prestigioso riconoscimento. Dirige, infatti, le musiche del film “State buoni se potete” di Luigi Magni premiato con il David di Donatello.
Per ben 5 anni consecutivi, dal 1997 al 2001, la RAI gli affida la direzione musicale del Festival di Sanremo (oltre a quella di Sanremo Giovani).
Tanta televisione, da Corrado a Pippo Baudo, da Enzo Tortora a Monica Vitti, da Renzo Arbore a Raffaella Carrà. Teatro con Gigi Proietti e tante altre collaborazioni musicali con Iva Zanicchi, Giorgio Gaber, Roberto Vecchioni, Al Bano, Ivano Fossati fino ad Andrea Bocelli.
Insomma, negli ultimi 40 anni, Gianfranco Lombardi, è stato la colonna sonora dei più bravi cantanti di musica leggera italiana.
Ettore Lombardi (1933-2006) fratello di Gianfranco, ha avuto una soddisfacente carriera come cantante e autore. Già nel 1955 a soli 22 anni, compone un brano, “Suspiranno mon amour” che, cantato da Nilla Pizzi, vince il Festival di Capri. Le sue canzoni napoletane sono state cantate da Peppino Di capri, Nunzio Gallo, Aurelio Fierro e persino da Mina.
Negli anni 70 insieme al fratello minore Guido Lombardi (anch’egli scomparso) incide un 33 giri e produce uno spettacolo musicale con il quale i due riscuotono successo in tutta Italia.
Un bel risultato lo ottiene anche in televisione, autore delle musiche in un programma con Marisa Laurito e Lina Sastri.
Cantante di successo nato a Benevento, decisamente più moderno è Angelo Del Vecchio (1991). A soli 15 anni si presenta la sua grande occasione, viene scelto, infatti, da Riccardo Cocciante per interpretare un personaggio nella sua commedia musicale “Giulietta e Romeo” con testi di Pasquale Panella (il poeta paroliere anche di Lucio Battisti). Dopo di che è voce solista nello spettacolo “Rock Revolution” con il quale riscuote successo in tutta Italia. Da lì, la sua bravura lo porta a succedere a Giò Di Tonno nel ruolo di Quasimodo nel fortunatissimo colossal musicale del cantante italo-francese “Notre dame de Paris”. Con questo spettacolo ha girato dapprima tutta l’Asia (Cina, Giappone, Corea, Turchia) e poi la Francia e l’Europa.
E’ l’unico cantante ad aver interpretato il ruolo del campanaro, nel musical tratto da Hugo, in tre lingue diverse (italiano, francese e inglese). Sarà anche uno dei protagonisti del format musicale francese “The voice” trasmesso dalla popolare tivvù francese Tele France 1.
L’amica Rosanna mi ha ricordato, però, anche di Erasmo Petringa (Airola 1958). Compositore, polistrumentista e direttore d’orchestra. Suona di tutto ed in maniera eccellente: contrabasso, violoncello, chitarra, pianoforte, mandoloncello e calascione. Ha suonato con Claudio Baglioni, Peppe Barra, Edoardo Bennato, Gigi D’Alessio e altri.
Nel 2008 arriva a dirigere l’orchestra del 58° Festival di Sanremo. Per il teatro vanta una condivisione del palco nientemeno che con il Nobel Dario Fo dalla quale nasce un disco “Scià Scià” dedicato alla memoria del fondatore del gruppo politico-musicale degli anni ’70 le “Nacchere Rosse”.
Per la TV, nella trasmissione “Blitz” di Gianni Minà, si fregia di una performance con il grande Ray Charles.
Adesso si dedica allo studio della musica popolare.
Vicino Airola c’è Sant’Agata dei Goti che diede i natali al noto e stimato maestro Giovanni Fusco (1906-1968). Compositore e direttore d’orchestra, Studia musica a Roma e in tenera età già si guadagna da vivere con la musica accompagnando al piano la proiezione di film muti. Durante il periodo fascista è autore di colonne sonore per i film di notissimi registi come Alessandro Blasetti e Carlo Ludovico Bragaglia.
Alla fine degli anni ’40 incontra il maestro Michelangelo Antonioni con il quale inizia una solida, duratura e fortunata collaborazione e con il quale vince ben due Nastri d’Argento per la miglior musica, nel 1950 con “Cronaca di un amore” e nel 1959 con “L’Avventura”.
Ha scritto le musiche anche per film di Citto Maselli, Bolognini, i fratelli Taviani, Lizzani, Patroni Griffi e Pasolini.
L’ultimo suo lavoro è stato per “Il giorno della civetta” il film Damiano Damiani del 1968 tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia con Franco Nero e Claudia Cardinale.
Di certo gli amanti del jazz conoscono il geniale trombettista beneventano Luca Aquino (1974). Inizia a suonare la tromba tardi e da autodidatta all’età di 19 anni ma la creatività non gli manca e gira l’Europa registrando musica dalla Macedonia all’Olanda. Notevole è il progetto musicale-artistico realizzato con Mimmo Paladino (il rinomato pittore e scultore di Paduli) con la partecipazione di Lucio Dalla.
Nel 2015 realizza, in associazione con l’Orchestra Nazionale della Giordania, un album nel sito archeologico di Petra utilizzando i riverberi generati dai monumenti del sito archeologico come sonorità inserite nel disco. Il tutto sotto il patrocinio dell’UNESCO nell’ambito campagna per la difesa del patrimonio artistico dai crimini terroristici.
E ’stato definito, giustamente, un “esploratore sonoro”.
Mi piace chiudere questa seconda puntata ricordando l’amico Peppe Sannino (1959). Non è originario del Sannio ma lo è d’adozione avendo scelto, da qualche tempo, di vivere a Telese Terme.
Da giovane, dopo il diploma al conservatorio, va a studiare percussioni brasiliane in Canada dal percussionista di Steve Wonder. Fonda poi un gruppo che propone musica latino-americana e afro- cubana. Ha suonato con Mia Martini e Lucio Dalla, con Tullio De Piscopo e Gigi D’Alessio. Dal 1992 entra in pianta stabile, come percussionista, nella ”Orchestra Italiana” di Renzo Arbore con la quale ha girato il mondo.
Bravissimo artista di grande sensibilità, da qualche anno (quest’anno anche a Cerreto Sannita), tiene un laboratorio di percussioni per ragazzi diversamente abili, “i miei ragazzi speciali” come li chiama lui.
Continua…
P.S. Molte notizie le ho attinte da: Adriano Amore- La musica e i musicisti del Sannio Beneventano- Frasso telesino 2013, reperibile su internet.
Antonello Santagata

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