Chi era Filippo Maria Guidi

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Una calda serata agostana, la bella atmosfera creata da Vinalia, la suggestione del sempre più curato centro storico di Guardia. Un incontro con persone interessanti (gli attivisti della neonata Fondazione “Terre Magiche Sannite”) la cordialità e l’entusiasmo dei giovani gestori di un ristorantino appena inaugurato.
Una cena all’aria aperta e mi ritrovo seduto di fronte ad una lapide che recita: “In questa casa nel 1752 nacque Filippo Maria Guidi- L’amministrazione comunale di Guardia pose 1936-XIII”.
“Chi era?” chiede uno degli astanti.
“Come chi era?” rispondo io. E me la cavo con un “Era un apprezzato matematico del ‘700” ed era tutto quello che sapevo (e che fosse del ‘700 ne ho avuto certezza dalla lapide).
Infatti il giorno dopo la curiosità ha il sopravvento e mi vado a documentare. Non ha una pagina Wikipedia (c’è solo un Filippo Maria Guidi cardinale bolognese) ma ha una ricca voce, nientemeno, su Treccani.it- Dizionario biografico degli italiani.
Non era solo un matematico ma anche un astronomo, un chimico e un fisico
Nacque a Guardia terzo di nove figli di un conciatore di pelli.
La famiglia doveva navigare in buone acque da un punto di vista economico, tanto è vero che fu ammesso agli studi prima a Guardia e poi a Napoli. D’altronde il padre apparteneva alla potentissima e ricchissima, all’epoca, corporazione dei pellai. La corporazione, per intenderci, che pochi decenni prima aveva voluto costruire la chiesa di San Sebastiano chiamando per affrescare la volta il bravo Paolo De Matteis, allievo di Luca Giordano, definito da Ferdinando Creta come “uno dei più rappresentativi pittori del Barocco Napoletano”
A 35 anni insegna Astronomia all’università di Napoli, successivamente ebbe la cattedra di Fisica Sperimentale e poi quella di Matematica sempre a Napoli.
La matematica era nel suo destino. Allievo di Vito Caravelli (un prete materano molto gradito come matematico dai Borbone), fu amico di Nicola Fergola (“il più bravo matematico espresso dal meridione nel periodo preunitario” cit. Treccani) e cognato del grande matematico francese Sylvestre Francois Lacroix.
Di idee rivoluzionarie, aderì alla Repubbica Napolitana del 1799 ma a seguito della sua rapida caduta fu prima arrestato e poi costretto, nello stesso anno, all’esilio in Francia, dove continuò la sua attività di insegnante di matematica a Lione e Parigi, e dove sposò la sorella del famoso Lacroix.
Calmate le acque, riesce a tornare in Italia una decina d’anni dopo quando gli viene affidata la cattedra di Analisi Matematica all’Università di Napoli conservando l’insegnamento, anche con la Restaurazione borbonica, fino alla morte avvenuta nel 1837. Fu, inoltre, Rettore dell’Università partenopea e membro a vita dell’Accademia delle Scienze nonché socio della Società di Storia Naturale di Lione.
Filippo Maria Guidi era, dunque, un valente scienziato, molto noto e stimato ai suoi tempi. Un bel po’ dimenticato ai nostri tempi, come spesso succede alle persone illustri del nostro territorio. (In una rapidissima inchiesta, effettuata tra 5-6 amici, solo uno mi ha risposto che era un matematico).
Invece come ammoniva il Rotondi (un prete letterato cerretese dell’ottocento) dovremmo avere maggior orgoglio per le nostre glorie piuttosto che guardare sempre con ammirazione a quelle degli altri.
Guardia Sanframondi è un paese che ha dato i natali, per esempio, a due brillanti e valenti medici nell’ottocento.
Abele De Blasio (1858), un medico e antropologo lombrosiano molto conosciuto, docente prima a Padova e poi a Napoli, grande cultore e appassionato di storia locale.
E Carlo Tessitore (1896), specialista in malattie tropicali, che ebbe successo e notorietà alla sua epoca tanto da essere nominato medico di Stato nel Congo belga dove morì, appena 45 enne, di febbre gialla.
Per restare nell’ambito della medicina, scoviamo altri talentuosi medici nel circondario telesino come Giovanni Pascale (1859) di Faicchio, oncologo e fondatore dell’omonimo Istituto napoletano per la ricerca e la cura del cancro. Senatore del Regno e, suo malgrado, antenato dell’attuale compagna di Berlusconi.
Oppure Gennaro Ciaburri (1881) di Cerreto, medico e biologo esperto di veterinaria. Fondò a Bologna l’Unione Antivivisezionista italiana e ottenne che nel 1931, in pieno regime fascista, venisse promulgata la prima legge antivivisezionista in Italia.
Ma tornando alla matematica possiamo passare un attimo per Cusano Mutri, dove proprio nello stesso periodo del Guidi nasceva (1755) una altro grande matematico: Giuseppe Cassella che ebbe fortuna come insegnante di matematica prima lontano dalla sua terra, all’Università di Padova, e poi, vista la bravura fu chiamato ad insegnare Astronomia a Napoli. Fu anche Direttore dell’Osservatorio Astronomico napoletano.
Se torniamo a Faicchio, invece, troviamo, notissimo nel suo ambito, Luigi Palmieri (1807). Matematico e filosofo, insegnò fisica all’Università di Napoli e fu direttore dell’Osservatorio Meteorologico vesuviano. Brevettò vari strumenti scientifici (elettrometro). Sismologo e vulcanologo, progettò un innovativo sismografo. Fu Senatore del Regno. Un cratere sulla Luna porta il suo nome.
Ma possiamo benissimo spaziare nell’ambito culturale e passare alla filosofia, materia nella quale abbiamo Stefano Cusani (1815) di Solopaca. Nonostante la precoce scomparsa, a 31 anni, era già un apprezzatissimo pensatore hegeliano molto amato da Francesco De Sanctis. E Sebastiano Maturi (1843) nato ad Amorosi, un altro hegeliano, docente di filosofia all’Università di Napoli, amico di Spaventa, Croce e Gentile. Due illustri filosofi, esponenti di quella che Giancristiano Desiderio, in un esplicativo articolo su Sanniopress, ha definito Scuola Filosofica Sannita.
E si potrebbe continuare a lungo elencando gli eminenti prelati, gli alti militari, gli importanti magistrati o gli influenti politici che hanno avuto la loro origine in questa parte del Sannio. Ma ci possiamo fermare qui, ce n’è abbastanza per delle brevi riflessioni.
L’intelligenza non ha confini. Anche in una zona svantaggiata, in mezzo alle montagne, sostanzialmente povera, possono nascere delle menti eccelse. Questa è una certezza per il passato, una realtà per il presente e una speranza per il futuro.
Conoscere il nostro passato, la nostra storia con i suoi illustri personaggi, ci rende fieri delle nostre radici e orgogliosi di appartenere a questa terra fornendoci, forse, un motivo in più per investire su di essa piuttosto che scapparsene via lontano.
Antonello Santagata

1 commento

  1. Bellissimo intervento. Ci sono ancora tanti illustri personaggi guardiesi degni di essere ricordati ma dal momento che è un cerretese a fare questo omaggio a Guardia, citerei il pittore Michele Foschini nato a Guardia il 14 Settembre del 1711. Tra le numerose opere di corte borbonica ed importanti committenti ecclesiastici, ampiamente documentate dal De Dominici alla Treccani, citerei ad arte, l’imponente tela del 1748 che domina l’altare maggiore della cattedrale di Cerreto Sannita raffigurante La Ss Trinità con Cristo e l’Immacolata.

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