Una nuova settimana si apre a Palazzo Paolo V all’insegna della cultura

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Presentazione di libri, mostre d’arte e musica affinché un giorno si realizzi il Sogno di Safiyya.
Continua l’evento “Dal noce di S. Giovanni al noce delle Janare” a Palazzo Paolo V e dopo una settimana interamente dedicata alle streghe e alla loro malia si continuerà con una serie di appuntamenti che dialogheranno, ancora una volta, con grandi e bambini.
Si ricomincia, domani, martedì 26 Giugno ore 18.30, con i Laboratori a cappello. Vieni a palazzo, porti il tuo bambino, gli fai fare un laboratorio e il prezzo lo decidi tu! L’offerta, monetaria o in libri per bambini con argomento streghe e magia, serviranno per sostenere la nascita di una biblioteca stregata a misura di bambino.
Mercoledì 27 Giugno ore 18.30, invece, presso il Caffè delle Streghe, sarà la volta dell’amore per la cultura del libro e per la propria e altrui terra; un modo per dimostrare che è possibile vivere in perfetta armonia senza discriminazioni di credo, colore o cultura. In questa serata aperta al dialogo Franco Nuccio presenterà il suo libro “Il sogno di Safiyya”, Arkadia Editore. Dopo i saluti dell’Assessore alle politiche sociali Anna Orlando, dialogheranno con i presenti Mustapha Ghafir, Imam Benevento, Don Nicola De Blasio, Vicario Episcopale per la carità e Direttore Caritas Benevento, Paolo Cazzullo, Storico, Salvatore Esposito, Direttore “Cronache del Sannio”. La serata sarà moderata dalla giornalista Annalisa Ucci.
“Sulle ceneri e gli orrori della guerra della Bosnia il reporter Jan ritorna con i ricordi al periodo dell’adolescenza, interrogandosi sui motivi della sua presenza in quella terra martoriata, insanguinata da massacri e terrificanti atti di crudeltà. Nella mente ha il sorriso di Youssuf e gli occhi della figlia Safiyya, che ha lasciato in Italia prima di partire come cronista. Sono stati loro, immigrati dal Marocco, con l’esempio e l’amicizia, a insegnargli i valori della tolleranza, del rispetto, della comprensione. E, tornato dai Balcani, abbandonato lo scenario truculento di Sarajevo, Jan deciderà di dare una svolta alla sua vita e convincere Safiyya a seguirlo nel villaggio di Nevè Shalom, dove arabi e israeliani, cristiani e musulmani, vivono in perfetta armonia. Sarà questo il banco di prova per saggiare il loro sogno, quello di una terra in cui ogni essere umano è uguale, dove non si muore perché si appartiene alla fede sbagliata o si possiede un colore di pelle diverso. Qui Safiyya incontrerà anche l’amore, Yoshua, un uomo dal passato misterioso, con il quale inizierà un difficile percorso”.
La narrazione di una storia che si intreccia con milioni di storie di uomini, donne e bambini che indossata l’identità del migrante si vedono costretti a nullificare il proprio essere a causa di mediazioni mai messe in atto. Migranti che si scoprono meticci alla stessa stregua di chi gli offre ospitalità o li rifiuta; perché se la storia viene interrogata senza etnocentrismi ci dice che l’autoc­tonia è un mito: non esiste lo jus soli in quanto non è importante dove si nasce ma l’appartenenza che si acquisisce con l’apertura ad un dialogo che distrugge quelle barriere artificiosamente costruite dagli uomini che intendono piegare una cultura ai propri interessi materiali.
Maria Scarinzi

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