Telese: Claudia Conte racconta “Il vino e le rose”

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La giovane attrice presenterà sabato 10 marzo alle ore 18.30 la sua ultima opera letteraria “Il vino e le rose” raccontando quell’eterna sfida tra il bene e il male che da sempre condiziona e determina la vita dell’uomo attraverso la storia di tre donne.

L’evento, ideato da Mario Alterio e patrocinato dal Comune di Telese Terme, dalla Pro Loco Telesia, dall’Istituto Comprensivo Statale di Telese Terme – Solopaca, dall’Azione Cattolica telesina e dal Gruppo Fratres di Telese, si terrà presso il Centro Culturale “Emilio Bove”, in via Roma 81 a Telese Terme.

A dialogare con l’attrice, la giornalista Maria Grazia Porceddu. Saranno presenti il Sindaco di Telese Terme, Pasquale Carofano, il presidente del Rotary Club Valle Telesina, Rosetta Di Cerbo e Alessandro Pepe, Presidente Acli Benevento. Ospite della serata sarà Raffaele Lettieri, istruttore federale della KRAV MAGA, arte marziale di autodifesa nota per la lotta al femminicidio e al bullismo.

L’AUTRICE – Dopo la pubblicazione del primo romanzo “Soffi Vitali” nel 2014, Claudia Conte torna a dedicarsi alla scrittura con l’uscita nello scorso maggio de “Il vino e le rose” per Armando Curcio Editore. Nonostante la giovane età, l’autrice classe 92 ha alle spalle tournée teatrali ispirate ai grandi classici, da Aristofane a Shakespeare, da Goldoni a Čechov, ma anche importanti esperienze cinematografiche e televisive. Tra impegni teatrali (è in scena con Valerio Massimo Manfredi nello spettacolo “Ulisse. Il mio nome è Nessuno” e in “La verità, vi prego, sull’amore” di Francesco Apolloni) e riprese (“La Casalese” di Antonella D’Agostino e “2 e mezzo” di Riccardo Ferrero) il 10 marzo sarà a Telese Terme per dialogare con la giornalista Maria Grazia Porceddu e col pubblico.

IL ROMANZO – “Cosa mi aspetta? Cosa potrà offrirmi questo mondo così strano, fatto di mille fiori e colori?” con questi interrogativi il lettore inizia il suo viaggio attraverso la storia di tre amiche in costante ricerca del proprio equilibrio interiore. Irene, Luisa ed Eva affrontano le loro fragilità dall’infanzia all’età adulta trasformandole in punti di forza, seguendo il loro sentire senza farsi trascinare in scelte che la società spesso impone. L’incertezza del futuro, l’assenza di punti di riferimento e il forte individualismo – denominatore comune tra le protagoniste e ognuno di noi – rappresentano prove che formano le nostre anime e che, se superate, permettono di vivere più consapevolmente dando il giusto valore alle singole cose.

Maria Grazia Porceddu

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