Regione: non individuate le Zone Speciali di Conservazione. Proteste delle Associazioni

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Comunicato stampa del 31/07/2017 – A seguito della sentenza del TAR Campania R.G.n. 3751/2017 con la quale sono stati annullati il D.D.n.51 del 26/10/2016 e le Misure di Conservazione dei SIC per la designazione delle ZSC della rete Natura 2000 approvate con il D.D.n.51 nonché alla Delibera di Giunta regionale n.408 del 4/07/2017, le Associazioni  “Altrabenevento per la città sostenibile contro il malaffare”  ed il “Fronte Sannita per la Difesa della Montagna”,  hanno inoltrato alla Regione Campania ed al  Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare affinchè quest’ultimo adotti il provvedimento esercitando il potere sostitutivo delle Stato per la mancata designazione delle Zone Speciali di Conservazione da parte  della Regione Campania nel non aver adempiuto entro il 31/10/2015 così come imposto dalla Comunità Europea.  Per questo motivo il  22/10/2015 la Commissione Europea ha aperto la procedura d’infrazione n. 2015/2163 per la mancata designazione delle ZSC (Zone Speciali di Conservazione) e per la mancata definizione delle misure di conservazione (Direttiva Habitat)

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha ripetutamente chiesto di approvare gli obiettivi e le suddette misure di conservazione e da ultimo (con nota del Ministro Prot. 16220/GAB del 29/07/2016, acquisita il 09/08/2016 al prot. del Gabinetto 22997/UDCP/GAB/GAB), ha sollecitato il Presidente della Giunta della Regione Campania ad approvare le predette misure entro la scadenza del 31/10/2016 onde scongiurare il possibile esercizio del potere sostitutivo straordinario dello stato.

L’atto per l’individuazione delle Zone Speciali di Conservazione doveva essere adottato dalla Giunta Regionale della Campania e non con Decreto Dirigenziale peraltro non firmato.  Questa “anomalia” ha permesso alla Dotto Morcone s.r.l. opporsi al TAR e di far annullare il Decreto Dirigenziale n° 51 del 26/10/2016 che così come emanato non aveva alcun valore giuridico posto che la designazione delle ZSC era atto politico e non amministrativo.

Già il 31 gennaio 2017, con apposita diffida, denunciavamo l’inadempimento della Regione Campania alle direttive comunitarie  e si chiedeva al Presidente della Giunta Regionale di  provvedere a adottare con atto deliberativo di Giunta le Misure di conservazione dei SIC per la designazione delle ZSC della Rete Natura 2000 della Regione Campania di cui al Decreto Dirigenziale n.51/2016.

E’ appena il caso di ricordare che dal 30/11/2009, data di emanazione della Direttiva Habitat e della Direttiva del Parlamento Europeo, in provincia di Benevento nelle aree SIC da designare ZSC sono stati autorizzati i seguenti impianti:
Circello (COGEIN s.r.l.) autorizzato il 02/05/2012 Santa Croce del Sannio (COGEIN s.r.l.) autorizzato il 07/03/2013 Morcone (ATI costituita da Dotto Morcone srl e Energia Eolica Sud srl) autorizzato il 31/10/2014 Morcone/Pontelandolfo (Eolica P.M. s.r.l.) autorizzato il 09/05/2014 San Lupo (Eolica San Lupo s.r.l.) autorizzato il 06/06/2013
San Lupo (Renvico Italy S.r.l. ) VIA Positivo il 20/05/2016.
Se la Direttiva fosse stata recepita nel rispetto di quanto stabilito dal parlamento Europeo, questi impianti non sarebbero potuti mai essere autorizzati poiché nelle Zone Speciali di Conservazioni è possibile installare pale eoliche della potenza massima di 20Kw.
Ed allora sorge il dubbio che la Regione Campania, con la mancata designazione delle ZSC nei tempi dovuti, costata all’Italia una procedura di infrazione già dal novembre 2015, abbia voluto solo allungare i tempi per permettere ai tanti impianti eolici ricadenti nelle designate Zone Speciali di Conservazione, di avviare i lavori che diversamente non sarebbero potuti mai essere nemmeno autorizzati.
Restiamo in attesa delle decisioni del Ministero dell’Ambiente a seguito della nostra richiesta di arrogare a se il potere sostitutivo dello Stato stante l’inadempienza da parte della  Giunta
Giuseppe Fappiano

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