Riti: proposta sulla possibile inversione del percorso processionale

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Con una ‘Lettera aperta’ indirizzata al Parroco, al Sindaco, al Questore, al Comandante dei Carabinieri e ai Comitati rionali oltre a tutti coloro che sono impegnati nella realizzazione dei “Riti” e agli organi di stampa; Pasquale Foschini profondo conoscitore dell’intero avvenimento per averlo vissuto sin dal 1947 propone la possibile inversione del percorso processionale.

Ecco il testo integrale della sua proposta:

Mi permetto disturbare le SS,LL,, nel rispetto dei singoli ruoli e responsabilità, per esporre una proposta che nella mia semplice umiltà ritengo possa essere idonea a contribuire alla migliore riuscita della ricorrenza settennale.
Mi permetto perchè sono profondamente guardiese anche se vivo a Benevento e mi ritengo profondo conoscitore dell’intero avvenimento per averlo vissuto sin dalla prima volta nel 1947 ed aver condiviso, immeritatamente, per tante volta il “rito” sotto l’aspetto devozionale, organizzativo, e non ultimo anche penitenziale. Sono spinto a scrivere quanto segue per il profondo attaccamento di fede nel Signore e di amore per la Madonna Assunta e dal desiderio di vedere la nostra Guardia ben figurare nei confronti dei tantissimi che in quella giornata vivono la processione con spirito autenticamente religioso, di solidarietà e generosità umana e sia anche sotto il semplice aspetto della curiosità tipica di coloro che accorrono a vedere “battenti e misteri”.
La processione generale dei nostri “Riti” resta per tutti una giornata di serena e faticosa penitenza che ci lascia andar via con sentimenti diversificati ma comunque con un profondo senso di pace nell’anima e di gratitudine per coloro che nei diversi ruoli si sono impegnati per la sua organizzazione e la sua buona riuscita.

Il corteo processionale prevede un percorso al momento definito, ed in buona parte consolidato nel tempo, che avviandosi dal Santuario attraverso Via Filippo Maria Guidi-Via Costarella. Via Monte Tre Croci. Via Croce- Via Golino-Via Roma raggiunge piazza Castello per poi proseguire sul Corso e Via Municipio, piegando verso l’Edificio Scolastico e ritornando alla fine su Via Municipio in discesa fino al palazzo Comunale. La deviazione sulla parallela Via Arena e Piazza Condotto consente di ritornare sul Corso Umberto dopo il momento importantissimo dell’incontro tra i Penitenti e l’Immagine della Vergine. La discesa frettolosa ed in parte disordinata fino al Bivio di Cerreto e Via Fontanella consente di arrivare alla parte terminale che vede l’altro momento caratterizzante del lento lentissimo trasporto dell’immagine della Madonna da parte dei Penitenti ritornati “popolo” verso la salita Marzio Piccirilli e raggiungere, quasi a sera, il Santuario.

Questo dipanarsi del percorso vede alcune difficoltà:

1.la processione nella parte iniziale è poco fruibile per la sua mancata solennità stante la ristrettezze delle viuzze iniziali;
2. il momento dell’incontro Madonna-Penitenti può dare origine a sfasamento dei tempi per cui nella tornata precedente bisognò ricorrere alla via alternativa di Via Mortelle per un tratto finale del corteo del Rione Piazza;
3. dopo l’incontro con l’abbandono del corteo processionale da parte dei Penitenti la Processione perde di solennità e bellezza;
4. il traffico sulla Statale 87 del Sannio resta precluso fino a tarda ora, quasi fino a sera.

Una inversione del senso di marcia (Santuario-Via Marzio Piccirilli-Tutta la Statale fino alla Chiesa di San Sebastiano-Via e Piazza Condotto con ritorno sulla Nazionale al Municipio e prosecuzione sulla stessa via fino al termine di Via Municipio-Via Campopiano con ritorno sulla Nazionale all’altezza del Palazzo Scolastico-Municipio-prosecuzione sempre sulla nazionale fino a Piazza Castello per piegare su Via Roma-Via Golino-Croce-Monte Tre Croci-Convento Strada esterna a valle del Ratello fino alla Rampa Padre Pio con ritorno al Santuario) comporterebbe alcune utili situazioni di favore.

Le difficoltà annotate sopra si attenuano con i seguenti apprezzabili vantaggi:

a) La Processione procederebbe prevalentemente in salita e su strade larghe con miglioramento della solennità e della bellezza (e tanto verrebbe apprezzato soprattutto da chi accorre a Guardia in quell’occasione);
b) Il luogo dell’incontro Penitenti-Madonna resterebbe lo stesso con eventuale via di svincolo come fu per via Mortelle utilizzando la via che congiunge Corso Umberto a Piazza Condotto)
c) Il momento finale di grande suggestività si sposterebbe da via Marzio Piccirilli a Rampa Padre Pio, percorso altrettanto bello e suggestivo
d) La strada Statale resterebbe completamente libera non appena l’Immagine della Madonna imbocca Via Roma da Piazza Castello (e tanto con almeno due/tre ore di anticipo rispetto a come avviene attualmente).
e) La scomposizione causata dall’abbandono dei Penitenti avverrebbe su vie secondarie e non più sulla statale pertanto non lascerebbe quella brutta impressione di qualcosa di mal riuscito che si avverte nel tratto finale della processione che da piazza Castello arriva a zona Canalicchio.

Le possibili obiezioni riferite a percorsi tradizionali consolidati trovano facile risposta nel riportare alla memoria il fatto che in passato il percorso è stato già ripetutamente modificato nel rispetto dei esigenze che al momento insorgevano (Vedi l’abbandono della zona San Leonardo Canalicchio per l’opzione prosecuzione su tutta la Statale senza il ritorno su Via Filippo De Blasio – Via Porta dell’Olmo-Via Pietra Lata ecc. fino al Canalicchio.) C’era comunque una valutazione di miglioramento logistico-organizzativo che trovava compensazione nell’utilizzo di strade dei rioni interessati come sarebbe l’utilizzo della strada a valle del Ratello a compensazione dell’abbandono di Via Filippo Maria Guidi.

Tutto quanto sopra fermo restante che le processioni infra-settimanali continuerebbero a fruire dei percorsi di sempre. La stessa soppressione dell’andata al Santuario non in forma processionale dai Rioni la mattina della Domenica, costituì una valida geniale innovazione ai fini organizzativi. Pertanto non sono le innovazioni che devono creare perplessità.

Quanto sopra ho esposto alle Signorie Loro perché ove, nelle rispettive competenze e responsabilità, volessero degnare di attenzione e valutazione l’idea proposta, e con la mia piena incondizionata disponibilità ad illustrarla di persona, ritengo che i vantaggi ipotizzati potrebbero essere unanimemente apprezzati.
In ogni caso ringrazio per la cortesia riservatami nel leggere questa lettera aperta.

Pasquale Foschini

fonte: www.ritisettennali.org

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