Rassegna Cusanoir

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Famiglie di camorra, sospetti e capricci. Donne seducenti e pericolose contro uomini schiacciati dal peso di pretese troppo gravose. Abbandoni e preghiere. Femminielli e sacralità. Protezione e sfortuna. Rispetto e riconoscenza. Legami famigliari e feste comandate. Mistero e culto dei morti. Napoli, da vivere in ogni quartiere, sopra e sotto. Carcere compreso. Segreti, motivo di rivalità e odio. E’ questa la ‘scena’ di Intrigo a Ischia, l’ultimo noir di Piera Carlomagno, edito da Centauria, presentato al Salone internazionale del libro di Torino e in tutte le città d’Italia.

Ieri sera è stata la volta di Cusano Mutri (BN) nell’ambito di Cusanoir, la tre giorni, dal 16 al18, giugno, dedicata al cinema giallo, ideata dal giornalista Enrico Cocciulillo e giunta alla sua seconda edizione.

Un tripudio di colori e note, nel dehor Petrillo, intervallati da brani della trazione classica napoletana, interpretati da Nadia Perfetto e Luigi Sagliocco. musicali a cura di Nadia Perfetto e Luigi Saglioccomusicali a cura di Nadia Perfetto e Luigi Sagliocco

Sguardo dolce e sensibile, determinato e vispo, una laurea in Lingue e Letteratura Cinese, giornalista per “Il Mattino” di Napoli, si interessa per una vita di cronaca giudiziaria. Poi, affascinata dal ‘noir’, scrive ‘’Le notti della macumba’’ nel 2012, ‘’L’anello debole’’ due anni dopo, ed il suo primo e-book ‘’L’invito’’, nel 2016. E’ fondatrice e presidente dell’associazione noir Porto delle Nebbie, e cura la sezione “Largo al giallo” del Festival Salerno Letteratura.

“Trovarmi nelle grandi città è molto diverso dal trovarmi in un piccolo centro come questo – apre così l’autrice – dove il fascino di un incontro del genere è completamente diverso. L’affetto e l’interesse delle persone si vede dagli sguardi, e sono certa che sarò io che prenderò qualcosa da voi”.

Ma veniamo all’Intrigo. Un giallo ricco di suoni e profumi, sfumature e colori decisi, passioni e segreti. Le storie di Piera, nascono sempre in due ambienti sociali differenti, con personaggi che disegnano abitudini e linguaggi diversi tra loro. In una Napoli anacronistica, che risale agli anni ’80-’90, si dipana la trama di un giallo ambientato nella bella isola napoletana, in un Grand Hotel, dove si è consumato il delitto di Nina Scotto De Falco e, successivamente, anche quello di un personaggio che, in dialetto, è definito femminniello. Ad occuparsi delle indagini il Commissario Baricco, del quale Donna Flora, dirigente dell’albergo, è perdutamente innamorata, e la giornalista Anna Luce Savino in cui, come ci svela l’autrice, ha trasferito il suo modo di lavorare per la “nostalgia dell’indagine’’. Si tratta di un romanzo dalla trama chiara e lineare, senza colpi di scena eclatanti, che mostra i vari volti di questa città, da quello malavitoso all’aristocratico. Apprezzata la ricerca accurata di usi, costumi ed un linguaggio tipico dei vicoli napoletani e di una popolazione colorita “descritta dagli occhi di chi la ama”, in una metropoli che, come afferma la scrittrice, ‘’salta addosso allo scrittore e si mangia la storia’’.

Questo è anche un romanzo sulle donne, in particolare di quelle che fanno parte della Camorra, e della figura di un transessuale napoletano che viene altamente considerato nella cultura partenopea, soprattutto come portafortuna, e che quindi diventa vessillo dell’accettazione. Fra i ringraziamenti troviamo quelli a Matilde Serao, con “Il ventre di Napoli”, al quale si è ispirata per descrivere ambientazioni ed atmosfere.

Lettura assolutamente consigliata, a bordo piscina o in riva al mare, ma occhio alle fluttuanti acque!…

Milena Mancini

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