Di Lorenzo, portavoce del Comitato rete idrica in Via Campellone, chiede pubblicamente scusa al Sindaco di Dugenta

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Sono venuto a conoscenza alcuni mesi fa che in Via Campellone a Dugenta c’erano tre abitazioni sprovviste di rete idrica. Uno dei proprietari mi chiese di intervenire.

Previo appuntamento ci recammo al Municipio di Dugenta ed illustrammo la questione al primo cittadino, allo staff tecnico ed all’assessore. Il sindaco si impegnò a parlarne con il sindaco di Sant’Agata dei Goti per chiedere di fornire da lì l’acqua potabile (è una prassi usuale per i comuni con abitazioni situate nei pressi del confine – distanti dai centri abitati). Nelle successive settimane non ci fu alcuna risposta da parte di Di Cerbo. Si decise di costituire il Comitato Cittadino con Adriano Bencivenga Presidente e Pietro Di Lorenzo portavoce.

Il Comitato scrisse una lettera al Sindaco ed agli altri organi del Comune di Dugenta (prot. N° 683 del 7.2.2017), con cui si chiedeva informazioni e notizie sul mancato allaccio alla rete idrica. Nemmeno a questa garbata lettera giunsero risposte.  Per cui trascorsi 30 giorni decidemmo di informare la stampa.

Non è possibile tenere abitazioni civili senza allaccio alla rete idrica, magari ricevendo anche importi di tassazione ed altro (da verificare in questo caso). Nel contempo intervenne la Federconsumatori che chiese al sindaco di Sant’Agata dei Goti la disponibilità a fornire dalla propria rete idrica le abitazioni di Via Campellone.

Il Comune di Dugenta risponde il 22.3.2017  ma con un comunicato stampa in cui ammette che in Via Campellone ci sono 3 abitazioni senza rete idrica, precisando che sono tutte di epoca anteriore al 1967. Ma i cittadini che abitano in Via Campellone pagano certamente le tasse al Comune di Dugenta. Hanno perciò diritto alla fornitura di acqua potabile!

Dal 1967 ad oggi sono 50 anni trascorsi senza acqua potabile. Non vogliamo che i nostri amici di Via Campellone aspettino altri 50 anni per avere un semplice e normale “collegamento” con la rete idrica.

Ma diciamo basta alle inutili e fuorvianti polemiche con sindaci e altri organismi. Chiediamo umilmente scusa a Clemente Di Cerbo, sindaco di Dugenta. Non volevamo certamente offendere o criminalizzare nessuno. Né trovare responsabili. Ci auguriamo che torni al più presto la serenità ed il rispetto nei rapporti interpersonali. Non siamo disponibili ad alimentare contese o controversie.

Per finire: Gentile Sindaco Clemente Di Cerbo, le mie più sincere scuse. Perché i problemi devono unirci giammai dividerci. No alle polemiche. Sì ai fatti.

Pietro Di Lorenzo

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