Pale eoliche: continua la resistenza delle popolazioni

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 Continua la resistenza delle popolazioni sannite all’installazione delle pale eoliche e delle opere connesse sui Monti del Matese Sud-Orientale.

Dopo il sequestro del cantiere dell’impianto eolico della Dotto Morcone S.r.l. in Località Montagna  Fasana, conseguente ad un esposto presentato dal Fronte Sannita, da Altrabenevento e dal Comitato Pro-Sannio, ora ci si sta opponendo positivamente anche alle immissioni in possesso  dei terreni occorrenti  per le opere connesse all’impianto come strade, cavidotti, aree tecniche ecc.

Alcuni proprietari soggetti agli espropri hanno delegato i legali avv. Alessandra Sandrucci dell’associazione “Altrabenevento” e l’avv.  Filomena Fusco del “Fronte Sannita per la Difesa della Montagna”, già intervenute positivamente nei giorni scorsi a sostegno di alcuni espropriati di Morcone. Oggi, come nei giorni precedenti, i legali sono intervenuti su Pontelandolfo e sono riusciti  a far sospendere l’immissione in possesso anche per i terreni occorrenti alle opere di connessione a valle dove vorrebbero far sorgere le stazioni elettriche di smistamento.

Le procedure di immissione in possesso non sono state per nulla tranquille ed i due legali si sono sentiti costretti a far intervenire i Carabinieri/Forestale di Pontelandolfo che, vista la difficoltà di gestire la questione, hanno convocato tutti in caserma dove è stato redatto il verbale.

Nel verbale stilato, i legali hanno riportato i contenuti delle precedenti segnalazioni  ed esposti che hanno portato al sequestro del cantiere relativo alle aree ove avrebbero iniziato le attività di trivellazioni.

Il verbale redatto sarà trasmesso, a cura dei carabinieri/Forestali di Pontelandolfo,  alla Procura della Repubblica ed allegato al fascicolo già aperto relativamente al sequestro del cantiere dell’impianto eolico di Morcone.

Si confida nell’attività della magistratura  alla quale certo non sfuggiranno tante “criticità ed anomalie” riscontrate.

L’avvocato Fusco, di origini pontelandolfesi, ha dichiarato:” Ci batteremo affinchè non si scriva la pagina più nera ai danni dei pontelandolfesi, dopo i noti fatti del 1861”.

In questa fase gli interessi delle Associazioni che difendono il territorio coincidono con quelli degli espropriati che non intendono cedere l’utilizzo delle loro proprietà da sempre e tutt’ora destinate all’uso agricolo-pastorale ma anche meta di persone che hanno deciso di trasferirsi su questi territori che ne apprezzano la qualità dell’ambiente e del paesaggio ancora incontaminati .

Saremo a completa disposizione di chiunque voglia avere delucidazioni o assistenza per resistere a questo scempio.

Giuseppe Fappiano

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