L’uomo primitivo a Telese

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Ci è gradito riproporre ai lettori di vivitelese un altro articolo tratto dal N.1-2 di  “Idee ed Opinioni”, il periodico della Pro Loco Telesia, edizione 1969. La firma è di Ettore Cuccillato, compagno di scuola ed amico carissimo, scomparso prematuramente nel 2008 a soli 65 anni. Ettore era stato uno dei “ragazzi” di punta di quelle che negli anni ’60 chiamavamo le Palazzine Ferrovieri, un ricco vivaio di ragazzi e di ragazze sempre in prima fila nella vita cittadina e diventati poi professionisti affermati. Prendendo spunto dalle sue conoscenze professionali di Geologo, Ettore aveva offerto con questo articolo – ancora attuale –  un suo primo contributo per proporre più approfonditi studi sul periodo neolitico di Telese (che testimonierebbe quindi la sua esistenza già due o tremila anni prima di Cristo) e sull’anomalia magnetica che caratterizza in Italia la nostra cittadina.

Aldo Maturo

L’UOMO PRIMITIVO A TELESE

Ettore Cuccillato

Molti sanno che a Telese ci sono le Terme, pochi conoscono il lago, qualcuno ha visto le mura o l’anfiteatro romano, quasi nessuno lo conosce sotto l’aspetto preistorico-scientifico.

E’ un po’ nello spirito meridionalistico-paesano vivacchiare, ossia tirare a campare, oppure uscirsene in “corner” o in “geremiadi” o, al più, criticare, quando invece tutto il nostro territorio è una miniera da scoprire, un immenso tesoro (non esagero) da riportare alla luce, ed offre, inoltre, campo di studio, di lavoro e interesse sia allo studioso impegnato che a quello in erba, sia allo scienziato che al turista.

Già al nostro primo esame all’università sentimmo parlare di Telese e dintorni; col trascorrere degli anni ci siamo accorti che tutti gli studiosi di geologia e di archeologia conoscono la nostra zona.

Ma cos’è che suscita tanto interesse, almeno nel mondo scientifico? Cercheremo in una serie di articoli di mettere a fuoco la questione con descrizioni dettagliate su tutta la valle telesina.

Tanto per iniziare, a Telese è stato ritrovato un manufatto litico risalente al neolitico (in parole semplici, una pietra di calcedonio lavorata, a forma di triangolo isoscele, dalle dimensioni di mm.265xmm.55) che, come dice il Pigorini, è tutto ciò che di più perfetto e di più mirabile abbia mai prodotto alcuna regione.

Questa pietra, che serviva da arma, risale a due-tremila anni prima di Cristo, vale a dire alla fine dell’età della pietra ed è conservata nel Museo di Geologia e Paleontologia dell’Università di Napoli.

Testimonianza, ancora, della presenza dell’uomo primitivo a Telese è una capanna ovile di epoca preistorica rinvenuta sul Monte Pugliano (il monte di Telese). Una capanna rettangolare di pali di legno e di grossi blocchi di pietra, con il focolare e il recinto delle pecore. Abele Di Blasio, di Guardia Sanframondi, nel suo libro “Capanna-Ovile” ne fa una ampia descrizione.

E per finire questa prima carrellata, la notizia che fa clamore e che ancora oggi interessa scienziati di tutta Italia: Telese ha la più alta anomalia magnetica d’Italia.

Cosa significa? Sappiamo che per orientarsi basta un elemento naturale: il sole, la stella polare, le carte topografiche o meglio ancora la bussola.

L’ago di questo strumento, però, non indica esattamente il nord geografico perché viene deviato da una specie di calamita o più precisamente dalla presenza nel sottosuolo di materiale simile a quello della calamita.

Tanto per intenderci, Telese presenta una deviazione maggiore, dovuta alla presenza di particolari masse nel sottosuolo. Perché non interessarci sovvenzionando tale studio, tanto più che si potrebbe anche spiegare, contemporaneamente, l’origine e la natura della nostra acqua solfurea?

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