Castelvenere punta su centro storico e cantine tufacee

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Dopo un primo incontro svoltosi lunedì 23 gennaio, a distanza di sette giorni (lunedì 30 gennaio) si è tento, presso l’Enoteca comunale di Castelvenere, un appuntamento con tecnici e cittadini sul tema  “PSR 2014-2020”. In particolare è stata illustrata la Misura 7.6.1 “Riqualificazione del patrimonio architettonico dei borghi rurali, nonché sensibilizzazione ambientale”. Hanno relazionato sull’argomento il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, l’architetto Vincenzo Plenzich, l’architetto Enzo Carbone, progettista del Piano Urbanistico Comunale di Castelvenere e l’architetto Elvira Moccia, redattrice del “Piano colore”.

Il sindaco Mario Scetta ha introdotto i lavori, evidenziando la grande opportunità offerta dalla Misura del PSR, che prevede finanziamenti cospicui per il ripristino delle abitazioni del centro storico, delle cantine tufacee e degli edifici pubblici. In particolare il sindaco ha sottolineato l’esigenza non solo di restaurare il borgo, quanto, piuttosto di “rivitalizzarlo”, di renderlo fruibile e, soprattutto, di renderlo produttivo. Certo, ha sottolineato il primo cittadino, il centro storico di Castelvenere non è paragonale ai mille borghi più noti e blasonati d’Italia ma possiede delle peculiarità che lo rendono interessante. Castelvenere è un paese-cerniera tra la Valle Telesina e i paesi collinari; è ormai famoso per la sua produzione vitivinicola; è incastonato in un paesaggio ricco e suggestivo, tra tanti paesi che esprimono, a loro volta, eccellenze sotto l’aspetto culturale, produttivo, storico. Possiede un centro storico piccolo ma fruibile, vivibile con delle peculiarità quali le cantine tufacee, la splendida torre angioina, il teatro  e diverse abitazioni antiche già di proprietà comunale.

Ne scaturisce la necessità di un progetto globale di ristrutturazione, di adeguamento e di promozione condivisa, che coinvolga l’ente locale, le 650 aziende agricole, le 19 aziende vinicole, le piccole aziende artigianali. Progetto che si possa mettere in rete con le realtà limitrofe, altrettanto ricche ed interessanti.

«Le cantine, la torre come aree espositive e museali – aggiunge il sindaco Scetta – e il centro storico sede di albergo diffuso e di insediamenti artigianali ed enogastronomici. Ma è indispensabile – puntualizza – una sinergia tra pubblico e privato, finalizzata al recupero di un patrimonio storico e all’incentivazione produttiva ed occupazionale. Non vi saranno condizionamenti di alcun genere, con l’auspicio che gli interessati concretizzino, a tempi brevi, le loro “manifestazioni di interesse” rivolgendosi ai responsabili dell’Utc per gli adempimenti del caso anche perché – conclude Scetta – i tempi sono brevi, la concorrenza agguerrita e dovremo essere pronti, alla pubblicazione del bando, con progetti concreti, sostenibili, finanziabili».

Pasquale Carlo

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