Comunicato del Fronte Sannita per la difesa della montagna

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Sono passati oltre tre mesi dall’emanazione del decreto Dirigenziale n° 51 del 26/10/20016 con il quale il Dip.52 D.G. 5  UOD “Parchi gestione Risorse naturali protette” ha designato le aree ZCS della Rete Natura 2000.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato, attraverso la Direttiva 92/43/CEE,  la Direttiva Habitat con cui si regolamenta in modo specifico e puntuale la “conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna”.

La Direttiva Habitat, insieme alla Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 2009/147/CE del 30/11/2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici, costituisce il fulcro della politica comunitaria in materia di conservazione delle biodiversità su cui è fondata la Rete Natura 2000 costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC) da designare successivamente in Zone Speciali di Conservazione (ZSC).

Le Regioni dal 30/11/2009, data di emanazione della Direttiva 2009/147/CE, aveva a disposizione sei anni di tempo per designare le aree SIC in ZSC.

La Regione Campania non hanno individuato nei tempi previsti le Zone Speciali di Conservazione per cui la Commissione Europea il 22/10/2015 ha aperto la procedura di infrazione n. 2015/2163 per la mancata designazione.

Il Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha ripetutamente sollecitato la Regione Campania ad adempiere entro il 31 ottobre 2016. Diversamente il Ministero avrebbe esercitato il potere sostitutivo straordinario dello Stato.

Solo in data 26 ottobre 2016, con il Decreto 51 del Dip 52 D.G. 5, la Giunta Regionale ha ricevuto gli atti tecnico-amministrativo delle “Misure di Conservazione dei SIC per la designazione delle ZSC della Rete Natura 2000 della Regione Campania” che, per essere valido, doveva essere adottato con formale Delibera di Giunta Regionale.

Sono oramai passati tre mesi dal 26 ottobre 2015 e la Giunta ancora non ha recepito l’atto.

L’individuazione delle Zone Speciali di Conservazione per noi che ci stimo battendo da anni contro le installazioni di impianti eolici industriali è molto importante poiché le norme di conservazione sono molto più stringenti ai fini della tutela degli Habitat che impediscono lo stravolgimento delle aree protette poiché mentre nei SIC, con relativa VINCA era possibile installare, nelle ZSC ciò non è possibile.

Quindi con l’individuazione delle ZSC cadrebbero tutte le autorizzazioni in quanto è  vietato installare impianti eolici come è vietato il cambiamento di destinazione d’uso i boschi ed i pascoli permanenti.

Questo, forse, è il motivo per cui le società eoliche autorizzate in aree ricadenti in zone SIC (ora ZSC) hanno presentato una valanga di ricorsi al TAR richiedendo l’annullamento del D.D. 51 del 26/10/2016.

Gli impianti eolici autorizzati o che hanno ricevuto la VIA positiva in zona SIC (ora ZSC)sono:

San Lupo –  (Eolica San Lupo 51MW  e Sorgenia(VIA) 36MW ), Morcone (Dotto Morcone – 57MW) Morcone/Pontelandolfo (Eolica PM- 46,125MW), Santa Croce del Sannio (COGEIN  – 21MW)  e Circello (COGEIN – 48MWlavori già iniziati).

Non possiamo permettere che queste aree, di  fatto già tutelate, possano essere interessate dalla costruzione di impianti eolici poiché si determinerebbe una devastazione di aree di enorme pregio ambientale e naturalistico, non più rigenerabili,  riconosciute e tutelate da regolamenti e leggi sia dello Stato Italiano che  dell’Unione Europea

Pertanto, registrata l’inerzia e l’incapacità della Regione Campania ad adempiere a quanto gli è fatto obbligo, abbiamo provveduto ad inoltrare al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed all’Unione Europea richiesta di esercitare il potere sostitutivo straordinari dello Stato al fine di designare le Zone Speciali di Conservazione e debellare, così, il rischio che società eoliche possano appropriarsi di aree pregiate devastandole definitivamente.

Giuseppe Fappiano

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