L’idea di Parco Nazionale del Matese

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Questa mattina , alle ore 10, presso la sala consiliare del comune di Cerreto sannita, si riunirà il Consiglio generale della Comunità Montana del Titerno-Alto Tammaro.

All’ordine del giorno anche la nostra proposta di adottare una delibera di indirizzo per l’allargamento del Parco regionale del Matese e l’adesione al costituendo Parco Nazionale del Matese (a cavallo tra Campania e Molise) già approvato in Senato.

L’idea di parco inteso come territorio da salvaguardare e tutelare nella sua forma più naturale per preservare  quelle risorse di biodiversità, naturali e  di paesaggio e quelle delle  attività arcaiche dell’uomo come allevamento,  agricoltura, trasformazione frutto anche delle contaminazioni culturali e  storiche oltre a quelle relative all’archeologia, all’architettura ecc….

Il Parco inteso come “Museo diffuso” in cui ciascun  indigeno, viandante o  migrante possa contaminarsi, integrarsi e, quindi, crescere. Ma nasce, anche, per allargare quelle aree da tutelare per porre una barriera in difesa del territorio ad oggi ancora non abbastanza protetto ed esposto a qualsiasi tipo di speculazione, uso e consumo.

Territorio quello del Matese Sud-Orientale, a confine con il Molise, ricco di risorse naturali: sorgenti, pascoli, boschi ed un’infinità di risorse da esse discendenti. La nostra terra, quella dell’Alto Sannio, è stata un’area urbanizzata dalla notte dei tempi  data la sua posizione  geografica ed  un clima decisamente mite che ha permesso la nascita di habitat molto particolari già oggetto di protezione dal parte della Comunità Europea: Zone ZPS-ZSC-SIC – Habitat Prioritari- Important Bird Areas.

La nostra proposta prende vita essenzialmente per tutelare questi territori intrisi di storia e di cultura e che l’avidità umana e speculativa  se ne sta appropriandone trasformandola in una terra da sfruttare ai soli fini economici specialmente da parte di società dell’energia elettrica che vogliono appropriarsi di territori con  energie naturali preziosissime per le popolazioni in una immensa fabbrica industriale per la produzione di energia elettrica preziosa solo per le multinazionali dell’energia.

La presenza di borghi storici che portano il segno delle varie antropizzazioni e   dominazioni sono un esempio di stratificazione storica unica in Italia: dai primi insediamenti preistorici  agli Oschi,  ai Sanniti, ai Romani, ai Liguri Bebbiani e poi alle varie dominazioni dai Longobardi in poi.

Tutti segni che troviamo sul territorio ma che la quotidianità sta lentamente cancellando. Ridisegnare il Parco Regionale del Matese , allargandolo a quello costituendo del Molise, ove si   leggono chiaramente  tratti somatici della morfologia del Matese Sud-Orientale.

Le scelte fatte in passato nel disegnare i confini del Parco Regionale del Matese rispondevano a esigente politico/clientelari, mentalità che bisogna immediatamente estirpare. Non si capisce, infatti l’esclusione dal Parco Regionale del Matese di intere aree montane di Cerreto Sannita, Cusano Mutri e Pietraroja.

C’è bisogno di ritrovare quell’equilibrio naturale nel territorio  che permetta di generare  lavoro ed occupazione per ripopolare i centri storici oramai svuotati per bassi redditi e da un’emigrazione giovanile devastante. La  costituzione del Parco Nazionale del Matese è un’opportunità da non perdere e, da qui, la nostra proposta di allargamento ad aree che erano state precedentemente escluse per quell’antica  ottusità politica che rispondeva non già allo sviluppo armonico di un territorio ma ad interessi che nulla avevano a che fare con la tutela e salvaguardia dei nostri Habitat.

La nostra proposta è quella di inserire nel nuovo Parco Nazionale del Matese, già approvato in Senato, tutte quelle aree escluse dei Comuni di Pietraroja, Cerreto Sannita e Cusano Mutri con l’inserimento dei comuni di Guardia Sanframondi, San Lupo, San Lorenzo Maggiore, Casalduni, Morcone, Sassinoro, Campolattaro, Santa Croce del Sannio, Circello e Colle Sannita.

Oramai è cresciuta la consapevolezza;  la vera ricchezza a cui possiamo  attingere a piene mani come indigeni dei luoghi sono le risorse che questa terra ci mette a disposizione e, se ne faremo buon uso,  la terra stessa ci sarà riconoscente.

Da quì la nostra richiesta alla Comunità Montana Titerno-Alto Tammaro di adottare un atto di indirizzo concreto al fine di preservare i nostri territori e decidere per uno sviluppo diverso ed integrato con le risorse naturali ed ambientali.

Nel costituendo Parco Nazionale del Matese è necessario che entrino di diritto quei Borghi che hanno scritto la storia del Matese Sud-Orientale. Paesi  finora  esclusi come Guarda Sanframondi, San Lorenzo Maggiore, San Lupo, Casalduni, Pontelandolfo, Morcone, Sassinoro, Santa Croce del Sannio, Campolattaro,  Circello e  Colle Sannita sono quei Borghi che fanno parte di quella “cinta” di protezione del Massiccio del Matese che fu il Sannio Pentro.

Importantissimo sarà il ruolo delle Associazioni, comitati, delle Pro Loco, i GAL e quanti possano sentire l’esigenza di costruire una nuova opportunità di sviluppo armonico con l’ambiente facendo pressione sulle Amministrazioni Comunali affinchè aderiscano al Parco nazionale del  Matese.

Cerreto Sannita, 23/12/2016

Giuseppe Fappiano

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