Trasparenza zero per gli espropriati dell’ eolico

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Alla fine del mese di Marzo 2016 mi giungono due lettere da parte della giunta Regionale della Campania aventi come oggetto l’esproprio di particelle nel comune di Pontelandolfo e Morcone per la costruzione di un parco eolico in località Montagna da parte delle società Dotto Morcone e Eolica Sud con sedi a Milano. La lettera fa riferimento ad un decreto dirigenziale nel quale, come nel gioco delle scatole cinesi, si fa riferimento ad un avviso di avvio del procedimento espropriativo e di asservimento che sarebbe stato pubblicato a sua volta su un altro BURC n 43 del 05/08/2014, Burc che invece è risultato introvabile rendendo di fatto non consultabile l’importante avviso contenente l’indicazione delle particelle e dei nominativi. Pertanto, nel mese di Aprile insieme ad altri proprietari abbiamo inviato un’istanza di annullamento dei provvedimenti di esproprio, alla Regione Campania, e per conoscenza alla Procura di Benevento, al Presidente della comunità montana del Titerno e all’onorevole Bonavitacola. La Regione Campania ci ha recentemente risposto rigettando l’istanza di annullamento sostenendo che la pubblicazione dell’avviso sarebbe avvenuta esattamente un anno prima di quella erroneamente indicata, e cioè nel 2013. In pratica è solo nel marzo del 2016 che i proprietari hanno avuto certezza di un avviso di avvio di procedimento, che li riguardava strettamente, con soli trenta giorni di tempo a partire dal 5 Agosto 2013 per fare opposizione, e che circolava in Regione Campania da quasi tre anni.

Consulto il decreto dirigenziale indicato, verifico le mie particelle, e faccio la conta di tutte le particelle espropriate: si tratta di ben 283 particelle espropriate nel comune di Morcone e di 318 particelle nel comune di Pontelandolfo per un totale di 601 particelle espropriate in parte o in toto, ancora non ci è dato di sapere. Morale della tragedia: moltissimi espropri per l’arricchimento di pochi.

Non posso sapere, visto che è passato tanto tempo, se sull’albo pretorio dei due comuni interessati circolasse l’Avviso o la stessa indicazione erronea del BURC, sicuramente colpa mia se non ho dedicato mezz’ora al giorno per consultare oltre all’albo pretorio del comune di Telese dove risiedo, anche quello di Pontelandolfo e Morcone, ma mi sarei aspettata che il comune di Morcone ci avesse informati con lettera o magari convocati in assemblea data la portata immane del progetto, e invece lo abbiamo saputo dopo che erano scaduti i tempi di opposizione da più di due anni.

Ad ogni modo sono ancora in tempo per verificare, infatti mi ricordo della legge sulla trasparenza delle pubbliche amministrazioni che all’art. 8 comma 3 recita “I dati, le informazioni e i documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblicati per un periodo di 5 anni, decorrenti dal 1° gennaio dell’anno  successivo  a quello da cui decorre l’obbligo di pubblicazione, e comunque  fino  a che gli atti pubblicati producono  i  loro  effetti, in formato di tipo  aperto”. Orbene cinque anni non sono ancora passati, l’argomento è attualissimo e non ha prodotto tutti gli effetti per cui dovrei trovare qualcosa. Sottopongo a test il sito del comune di Morcone, risultato: nella pagina dell’albo pretorio del sito visualizzato con tre browser, Explorer, Edge e Chrome non esiste la possibilità di ricerca per data, gli atti più vecchi sono recenti e riguardano il 2016, solo una suddivisione per categorie, faccio anche delle videate per cautelarmi da qualche zelante web-master che nottetempo pensasse di aggiungere qualche riga di codice. Provo a cliccare sul link “vecchio albo pretorio” la pagina è irraggiungibile, provo a raggiungere comunque la home page del sito digitandolo manualmente e mi appare un ambiente dalla terribile denominazione “H2012” con ancora più incomprensibile errore di codice “5052” nella consultazione dell’archivio, oppure mi si chiede di accedere alla intranet. Tutto questo in barba oltre alla consultabilità nei cinque anni, anche ad altri punti della normativa sulla trasparenza “trasparenza intesa come accessibilità totale delle informazioni”, “semplicità di consultazione, comprensibilità, omogeneità, facile accessibilità”, e al “diritto di chiunque di accedere ai siti direttamente ed immediatamente, senza  autenticazione  ed identificazione”. Insomma nessuna traccia consultabile della delibera consiliare del comune di Morcone né del succitato avviso. Non va molto meglio la ricerca dell’avviso sul sito del comune di Pontelandolfo, infatti l’archivio storico dell’albo pretorio sembrerebbe consultabile, ma nessun risultato ottengo se faccio la ricerca dalla data di pubblicazione come indicata nella lettera di rigetto della Regione, sia considerando la data corretta che quella sbagliata, e nemmeno se cerco per oggetto, sembrerebbe in realtà che l’archivio storico sia pressoché vuoto. Nessuna trasparenza quindi né dalla Regione, né dai Comuni, nei confronti dei proprietari espropriati ed in particolar modo per i non residenti. È chiaro che meno persone sapevano, meglio era per chi era a favore dell’impianto.

Il motivo per cui tengo molto a quelle terre, è perché quella è la terra dei miei Padri ma è la terra dei Padri di tutti i proprietari espropriati, e dei Sindaci che hanno favorito o non hanno apposto parere negativo; 601 particelle per un solo impianto eolico sono numeri da diaspora, roba che se fosse successo a Telese Terme il sindaco sarebbe stato “defenestrato per direttissima”. Se mai le pale arriveranno in località Montagna di Morcone, una cosa è certa: nessuno si potrà sottrarre al giudizio dei propri Padri, io forse quando mi recherò nella mia terra non avrò dove volgere lo sguardo senza vedere mostri d’acciaio, ma tutti coloro che non si sono minimamente opposti ad una tale diaspora o che hanno dato parere positivo,  per ogni pala eolica che si ergerà, vedranno uno dei loro antenati che con l’incessante roteare delle pale gli starà dicendo “Figlio, come hai potuto far questo?”

Bruna Varrone

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