Liberalizzazione dell’uso dei nomi dei vitigni

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Egregio Sindaco, apprendo dalla stampa che il prossimo 7 luglio  la richiesta di “Intervento sulla liberalizzazione dell’uso dei nomi dei vitigni” è, finalmente, giunta all’attenzione della  Commissione Agricoltura della Regione Campania  e quale promotore della petizione popolare in difesa dell’attuale regime di etichettatura dei vini governato dal regolamento CE n.607/2009  consentimi di ribadire, con franchezza e pubblicamente, la mia forte preoccupazione per la piega che la discussione sta prendendo e che, in qualche modo, potrebbe far diventare il vino italiano una merce di scambio al tavolo delle contrattazioni Unione Europea-America con un danno enorme per la nostra viticoltura (la Coldiretti ha stimato che la posta in gioco è di  3 miliardi di euro).
Ricapitoliamo: se passa la proposta formulata da Consiglio Europeo non potrà esserci il Brunello della California. Il Barolo e il Chianti resteranno ben protetti. Ma Falanghina, Greco di Tufo, Aglianico, Negroamaro, Lambrusco presto potrebbero essere globalizzati. Il Primitivo sarà di Manduria e della Spagna.

Così la Falanghina diventerebbe come lo Chardonnay, vitigno mondialista e potrebbe essere prodotta sotto il Castello dei Sanframondo come in quelli della Loira in Francia.

Il provvedimento della Commissione Europea che punta ad assegnare la DOC sulla base solo degli uvaggi e non anche del territorio si piega alle volontà commerciali USA e salvaguarda i francesi a tutto svantaggio delle nostre specialità vinicole che puntano quasi tutto sulla diversità degli infiniti vigneti autoctoni piuttosto che, come avviene in Francia, sul prestigio di un territorio. Perché a Parigi si dice: mi bevo un Bordeaux. E da noi: mi bevo una Falanghina, un Aglianico o una Barbera.

Mi auguro che la mezza liberalizzazione dell’olio tunisino (che arriva in Italia senza dazi con grave danno per i nostri produttori)  abbia insegnato qualcosa  e ti prego di battere i pugni sul tavolo ed alzare la voce per  far capire ai nostri rappresentanti regionali che non bisogna abbassare la guardia fino a che le modifiche presentate dalla Commissione Europea sulle attuali norme che disciplinano l’utilizzo delle denominazioni dei vini non verranno definitivamente ritirate.

 

Cordiali saluti.

Guardia Sanframondi  04 luglio 2016

Amedeo Ceniccola

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