Ancora ritardi per il Centro Pastorale

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Da Realtà Sannita n° 12 1/15 luglio 2016 pag. 4 – Il vescovo De Rosa – da noi interpellato – si augura che le lungaggini burocratiche siano finite e la realizzazione dell’opera sia a buon punto prima della sua partenza. “Aspettiamo solo il parere del Genio Civile per dare inizio ai lavori di costruzione del Centro Pastorale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Telese Terme”.

Con questa dichiarazione il vescovo Michele De Rosa ci ac­coglie nella cattedrale di Cerreto Sannita e ci fornisce poi tante altre informazioni che faranno piacere a tutti coloro i quali ci tengono a veder sorgere il Centro Pastorale in contrada Piana del comune di Telese.

Certo, si coglie un poco di di­sappunto per il ritardo che si ac­cumula ancora quando tutto è pronto per dare inizio ai lavo­ri, ma dal suo volto traspare an­che una grossa pazienza perché “di ostacoli ce ne sono stati tan­ti, fino ad oggi, vicini e lonta­ni”.

Il vescovo De Rosa è ormai emerito, ha superato i settanta­cinque anni e da ottobre lascerà la diocesi di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata dei Goti.

Gli subentrerà Mons. Battaglia, proveniente da Catanzaro, a cui passerà il te­stimone della guida della diocesi e quindi anche della rea­lizzazione della sua creatura, e cioè il Centro Pastorale.

Nel novembre dell’anno 1998 è partita la pratica per questa realizzazione ed oggi, anno 2016, dopo diciotto anni final­mente “tutto è pronto per la rea­lizzazione di questo centro che avrà la chiesa col campanile, due appartamenti per i sacer­doti, le aule catechistiche e l’au­ditorium, oltre a spazi di atti­vità sportive”.

Forte è stata sempre la vo­lontà del vescovo di realizzare questa struttura, e ciò si è ca­pito dal primo momento, quan­do attraverso un’apposita con­venzione ha prestato i soldi al comune di Telese (240mile euro) ad un tasso irrisorio per l’e­sproprio dell’area, oltre venti­mila metri quadrati.

Oggi quindi i passaggi bu­rocratici sono tutti compiuti, un primo finanziamento è già di­sponibile e aspetta solo di es­sere impegnato, ecco perché “il passaggio della pratica al Genio Civile è atteso con ansia”.

Il vescovo non sa di cosa tec­nicamente si tratti, gli hanno as­sicurato che è poco più di una formalità, “ma è una formalità che ci fa perdere tempo, ed i ri­tardi non sono mai una cosa buona perché dietro l’angolo si annida sempre l’insidia, qual­che altra difficoltà potrebbe ve­nir fuori”. Insomma, monsignor De Rosa ci tiene molto, ed ha ragione.

Ha ritenuto dal primo mo­mento, dal suo ingresso in dio­cesi nel 1998 che un paese co­me Telese, che conta circa ot­tomila abitanti, non possa ave­re una sola chiesa.

Questo, ed altri motivi an­cora, quale quello di raccoglie­re “i giovani per non farli sta­re in mezzo alla strada” sono stati i principi ispiratori della sua iniziativa che va certamen­te onorata anche per il suo pia­cere, come pastore e uomo co­raggioso che si è avventurato in questa iniziativa burocratica­mente molto difficile ai tempi d’oggi.

L’augurio, che si fa e che gli facciamo, è quello di vedere la realizzazione dell’opera a buon punto quando poi a ottobre do­vrà lasciarci.

Carlo Franco

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