Come uscire dalla crisi e rilanciare la Valle Telesina

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Da Realtà sannita n° 8 1/15 maggio 2016   pag. 2  – La rivalutazione di Monte Pugliano è possibile solo se ci sarà unità d’intenti. Parole chiare ed inequivocabili da Jannotti Pecci e dal sottosegretario Cesaro

La sezione Legambiente della valle telesina ha organizzato, con il patrocinio dei comuni di Telese Terme, San Salvatore Telesino e Castelvenere, un incontro pubblico che si è tenuto nel salone dei goccioloni delle terme dal titolo “Monte Pugliano – custode di bellezza”.

Ha introdotto i lavori Grazia Fasano, presidente Legambiente valle telesina, che ha tracciato le linee della organizzazione di questo evento dicendosi peraltro molto soddisfatta della sua riuscita che si percepiva già dalla folta presenza in sala.

Gli interventi poi del giovane laureando Michele Iacobelli, esperto di botanica (soprattutto quella locale, e quindi in modo particolare quella di Monte Pugliano); di Giuseppina Renda, archeologa del dipartimento di Lettere e Beni Culturali della seconda università di Napoli; di Raffaella Bonaudo, funzionaria archeologica della Sovrintendenza Archeologica della Campania; di Vanessa Pellucchi, responsabile Beni Culturali di Legambiente Nazionale; hanno ben definito i vari e ricchi aspetti (molto interessanti) di Monte Pugliano per cui è giusto ritenerlo custode di bellezza, una bellezza di cui bisogna prendere atto e lavorare per la sua valorizzazione.

Passando quindi alla parte politica di questo incontro pubblico, il moderatore dei lavori, Ferdinando Di Mezza, ha dato la parola ai sindaci per un breve saluto. E così Alessandro Di Santo, sindaco di Castelvenere, e Fabio Massimo Lucio Romano, sindaco di San Salvatore Telesino, si sono dichiarati disponibili a mettersi a disposizione e collaborare per realizzare la valorizzazione di questo sito, ritenendo che per questa zona del Sannio beneventano il turismo possa essere “la nostra industria e creare quindi qualche posto di lavoro”.

Questa speranza (il posto di lavoro) è stata colta in pieno e trasformata in necessità dall’onorevole Antimo Cesaro, sotto-segretario di Stato al Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turismo. Tra l’altro l’onorevole ha detto che il governo ha prestato attenzione a questo ministero stanziando più fondi rispetto al passato; che non ci saranno più finanziamenti per eventi, ma che ci sarà aiuto per chi volesse impiantare qualche attività che porti alla valorizzazione del territorio ed alla creazione di occupazione.

Ed a supporto di tale scopo si è dichiarato disponibilissimo a lavorare in tal senso ma non in modo astratto, bensì concretamente per raggiungere risultati tangibili. In caso contrario, si defilerà, la sua collaborazione non ci sarà se si vuol solo perdere tempo.

Costanzo Jannotti Pecci presidente Confindustria Campania ed amministratore delegato delle terme di Telese, si è di-chiarato d’accordo con quanto detto dal sottosegretario ed ha aggiunto un particolare di notevole rilievo.

Dopo aver spiegato nei particolari l’attuale normativa nazionale e detto che oggi c’è possibilità di ottenere buoni risultati se si sa lavorare, ha richiamato i sindaci del consorzio Città Telesina a trovare una linea comune di impegno perché in questo modo, e solo in questo modo, si possono ottenere buoni risultati.

L’intervento di Jannotti, pratico, preciso e puntuale, ha punto certamente i sindaci, i presenti prima di tutti naturalmente, perché la Città Telesina, che comprende i Comuni di Telese, San Salvatore Telesino, Castelvenere, Amorosi e Solopaca, non dà segni di proficua stabilità operativa.

Insomma, non ci si intende a sufficienza e questo non va bene, perché così non si fanno passi avanti.

Carlo Franco

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