La Luna di Rao incontra l’Arcistrea di Selvaggio

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“Uocchie contr’uocchie/ furticiello all’uocchio, schiatta ‘a mmiria/ e crepano ‘ e mal’uocchi…” La Luna di Massimo Rao incontra Bellezza Orsini. Sabato 23 aprile, alle ore 19.00, la Pinacoteca comunale di San Salvatore Telesino ospiterà un nuovo appuntamento dei ‘Dialoghi con la luna’, percorso tematico con protagonista la Luna, figura onnipresente nell’arte di Massimo Rao, interpretata di volta in volta in una chiave diversa. Sabato sera, immersi in una notte di luna piena, si incontreranno l’Arcistrea Bellezza Orsini e Massimo Rao. E sarà un incontro ricco di fascinose suggestioni, un dialogo in cui le magiche atmosfere del 1500, con la Luna protagonista di notti maledette, incroceranno le vicende di Bellezza Orsini, la donna accusata di stregoneria, torturata e condannata a morte nel secolo della “caccia alle Streghe”.

E’ il quinto appuntamento per il percorso culturale dell’Associazione Massimo Rao. Gli incontri, che registrano ogni volta successo e interesse nei numerosi partecipanti, sono introdotti da Patrizia Bove, socio dell’Associazione Massimo Rao e ideatrice degli eventi. La stessa, nel suo intervento iniziale, li riconduce all’arte di Massimo Rao attraverso la visione delle opere del pittore sannita, scelte opportunamente in analogia con il tema della serata.

La figura della “strega” sarà la protagonista di questo nuovo incontro, che giunge dopo quello sul tema della medicina. Nella precedente occasione infatti, i dottori Emilio Bove e Rosario Di Lello, ospiti della serata, hanno raccontato l’influenza della Luna sulla cura di alcune malattie, parlando dei rituali della medicina popolare d’altri tempi e dell’importanza che da sempre l’Uomo ha attribuito alle fasi lunari. Ai sapienti racconti e alla suggestione dell’arte di Rao, si sono accostati il bel canto e la musica.

In questa nuova serata evento, l’arte del pittore sansalvatorese incrocerà la letteratura. E il teatro. Parole “suggerite” dalla penna di Maria Pia Selvaggio – autrice del romanzo L’Arcistrea – e dalle emozionanti coreografie affidate a Rachele Iavarone che, con le ballerine della Scuola di danza “Un tempo per ballare”, accompagneranno il monologo della scrittrice sannita.

Balli e musiche a tema “disegneranno”, in una ricercata scenografia, un coinvolgente viaggio nel tempo sullo sfondo delle streghe su tela di Massimo Rao. Incanto, ora meraviglioso ora tremendo, incentrato sul tormentato destino di Bellezza, ben congeniato con l’arte profonda dell’artista sansalvatorese.

Maria Pia Selvaggio, docente e autrice sannita di Telese Terme, si distingue per la sua scrittura fortemente evocativa. Percorre da sempre i meandri dell’animo e delle emozioni umane, trovando la sua dimensione ideale nel racconto di personaggi femminili quanto mai complessi ed estremi, donne sannite per lo più, di cui ci restituisce uno spaccato condensato in un’inconfondibile liricità. Attiva nella promozione e ricerca culturale, la Selvaggio è stata premiata più volte per le sue pubblicazioni: Premio Olmo per L’Arcistrea (narrando, narrando-2010); Premio Olmo per la letteratura Primo posto per ‘Lei si Chiama Anna’ 2012; Premio ‘ArTelesia’ per la Letteratura Sannita, 2011; Premio come coordinatrice di ‘Incontri con Autori: Sillabe e Note’ dal ‘Premio Made in Italy’. Inoltre, i romanzi L’Arcistrea e Ai Templari il settimo libro risultano best-seller nella classifica di Amazon, mentre ‘Lei si chiama Anna’ è stato anche premiato, per merito artistico, dalla III edizione ‘Premio Made in Italy’ e sempre L’Arcistrea è stato romanzo finalista per la Letteratura al ‘Premio Internazionale Feudo di Maida’ (Reggio Calabria). Attualmente è impegnata anche in un importante progetto culturale internazionale in cui rappresenterà il Belgio per la Compagnia “Forteresse”.

Maria Grazia Porceddu

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