La terra piange

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Non ci espropriano la terra per darla ai poveri o per un fine nobile, espropriano i poveri di Pontelandolfo e Morcone ricchi della bellezza incontaminata della montagna, ci cacciano dalle nostre terre proprio per averle custodite gelosamente per averle rispettate e per non esserci dati alla speculazione edilizia, ci cacciano per consegnare la Terra al business e allo sfruttamento della natura.

La Terra di Pontelandolfo e Morcone piange, piangono i figli della terra di Pontelandolfo trucidata per la seconda volta e questa volta ad opera dei borboni che sono in mezzo a noi, nelle nostre amministrazioni, e in regione Campania. Mentre ci si concentra sui danni delle trivelle, si è già passati all’eolico selvaggio e forzato. Tanti paesi della valle del Tammaro sono a rischio, purtroppo ce n’è per tutti. Si dovevano lasciare i proprietari, eventualmente, liberi di aderire all’autoproduzione delle pale, invece si è passati ad una espropriazione violenta, perché il business è assicurato altro che rinnovabile. Non credete a chi vi dice che ci saranno nuovi posti di lavoro e duraturi, termineranno giusto il tempo di costruzione delle pale. E’ più dignitoso spaccarsi la schiena per lavorare la Terra e può essere anche più redditizio se i contadini si consorziano per trovare nuove coltivazioni, per promuovere lo sviluppo turistico con piccole baite, campeggi ed escursioni, osservazioni della natura, osservazioni astronomiche. Non ci vuole molto, basta avere una visione ampia e concentrarsi su progetti sostenibili.

Non lasciamo scomparire i popoli della montagna, per poi farne un revival tra dieci anni, o magari farci un referendum quando sarà troppo tardi e i territori saranno già stati espropriati e contaminati. Stiamo facendo la fine della Terra dei Fuochi. Abbiamo un dovere nei confronti dei nostri avi, ci hanno consegnato la terra confidando nell’amore per la natura, un dovere che non può essere solo quello di ricordarli attraverso le ricette della nonna, il cibo e il vino buono.

Facciamo risuonare il nostro accorato grido per tutta la Valle del Tammaro, di montagna in montagna.

Tornino i figli della Terra emigrati in America, tornino i residenti fuori da Pontelandolfo come me, tornino tutti quelli che non sapevano niente, tornino memori delle leggende che ci hanno cullato da piccoli sul coraggio dei briganti, tornino tutti coloro che hanno camminato sugli alberi e sulle pietre di Pontelandolfo e Morcone come aborigeni, e come aborigeni hanno inseguito sentieri e ascoltato la voce dei ruscelli e della montagna, tornino ad ascoltare il vento di Morcone con le proprie orecchie e non attraverso il turbinio malefico delle pale eoliche, tornino a ribellarsi, per salvare la montagna, la Terra ci chiama. E mentre scrivo piango le lacrime della Terra

Bruna Varrone di Telese Terme

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