Eolico, ancora nessuna risposta dalla Regione Campania

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Le associazioni e i comitati locali della provincia di Benevento si stanno opponendo da anni all’installazione di altri impianti eolici perché in massima parte le eludendo o superando “furbescamente” leggi nazionali, direttive della Comunità Europea e Decreti Ministeriali favorendo in modo scandaloso le società eoliche. L’amministrazione Caldoro è stata estremamente prodiga di autorizzazioni, che l’amministrazione De Luca si guarda bene ad andare ad annullare o sospendere anche trovandosi di fronte all’avvio della procedura di infrazione per gli impianti eolici autorizzati in aree SIC-ZPS da parte della Commissione Europea. Analoga procedura conoscitiva è stata avviata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per le aree tutelate ai sensi della legge 42/2004. La stessa Regione Molise ha protestato vibratamente nei confronti della Regione Campania poiché la stessa ha autorizzato impianti eolici a meno di 7.500 metri dal proprio confine regionale tutto vincolato dalla legge 42/2004. Anche a fronte dei tanti conflitti istituzionali l’amministrazione Regionale guidata da Vincenzo De Luca non ha il coraggio di attuare una moratoria sulle autorizzazioni rilasciate dall’amministrazione Caldoro per avviare una verifica puntuale delle norme invocate dalla Comunità Europea, dalla Regione Molise, dal Ministero dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, da varie Amministrazioni Comunali della Valle del Tammaro, dalle associazioni e dai comitati locali. Il territorio dell’Alto Sannio Fortorino sin dai primi anni ’90 è stato massacrato con l’eolico. Ad oggi, nella sola Valle del Fortore, sono installati impianti eolici per una potenza di oltre 500MW che si traducono in circa 600 pale eoliche. Saturata quasi interamente la Valle del Fortore le società eoliche hanno indirizzato i loro interessi verso le aree ancora vergini del Matese Sud-Orientale e la Valle del Tammaro. Su queste aree sono state già autorizzate, o hanno ricevuto il parere VIA-VI-VAS, impianti eolici per una potenza complessiva di 1.401,039 che si traducono in circa 500 pale eoliche da 3 MW di potenza che trasformeranno tutto l’Alto Sannio da territorio di produzioni agricole e allevamenti di pregiata qualità in un’immensa fabbrica industriale per la produzione di energia elettrica da fonte eolica che ingrasserà le multinazionali dell’energia che desertificherà e spopolerà territori a vocazione agricola e turistica – ambientale. Il territorio del Matese Sud-Orientale e la Valle del Tammaro trasformati da paesaggi naturali ed agricoli a paesaggi industriali. A suo tempo anche la stessa Amministrazione Provinciale, percepita la gravità della situazione, commissionò all’ASEA (Agenzia Sannita per l’Energia e l’Ambiente), agenzia delegata dall’Amministrazione Provinciale di Benevento, uno studio sulle potenzialità delle risorse energetiche rinnovabili del proprio territorio. Queste le considerazioni finali dello studio: “Nel territorio della provincia di Benevento lo sfruttamento della fonte eolica risulta particolarmente accentuato. Allo stato attuale, infatti, sono stati realizzati parchi eolici per oltre 450 MW presenti soprattutto nei comuni del Fortore. Con queste installazioni, il bacino eolico della provincia di Benevento ha raggiunto un livello di saturazione stimato nel 60-70% del proprio potenziale.”

Quindi, secondo quanto risultante dalla relazione ASEA la potenzialità eolica della Provincia di Benevento è pari a non oltre 650MW di potenza installabile. La Regione Campania, incurante degli studi prodotti dalla Provincia di Benevento, ha continuato ad autorizzare e a oggi sono stati autorizzati o valutati positivamente impianti eolici per una potenza complessiva pari a 1.401,039 MW. Insomma, da quei 650 MW di potenziale massimo che la Provincia di Benevento poteva esprimere la Regione Campania, a oggi, ne ha autorizzati altri 1.401MW che aggiunti ai 500 già installati si arriva a 1.904,039 MW saturando il territorio Sannita per circa il 300% del suo potenziale massimo. Tradotto in cifre ciò significa circa 500 nuove pale eoliche da 3 MW di potenza; milioni di tonnellate di cemento armato da colare nelle viscere delle montagne carsiche del Matese e dell’Alto Tammaro, centinaia di chilometri di cavi dotti elettrici interrati ed aerei, centinaia di chilometri di piste di collegamento tra le torri, tre mega centrali elettriche di smistamento e centinaia di migliaia di appezzamenti di terreni sottratti all’agricoltura ed espropriati ai contadini, agli allevatori ed agli agricoltori. Oltre alle probabili ricadute negative sulla salute dei cittadini Quindi non siamo noi quelli che si oppongono “ideologicamente” all’eolico. Non siamo noi quelli che “non vogliono le pale eoliche nel proprio giardino”. Noi siamo quelli che vogliono un equilibrio equo dello sfruttamento senza penalizzare ed offendere attività produttive millenarie. Non siamo contro le rinnovabili ma siamo contro alle speculazioni ed alle devastazioni del territorio a fini di lucro delle multinazionali dell’energia. In questi giorni abbiamo trasmesso la diffida alla Regione Campania al fine di far annullare in autotutela tutte le autorizzazioni fin qui concesse perché concesse, in buona parte, in dispregio delle Linee Guida nazionali di cui al D.M. 10/09/2010, al Decreto legislativo n° 42/2004. Codice dei beni Culturali, del Regolamento della Comunità Europea Rete natura 2000 per la protezione degli habitat prioritari, delle biodiversità e delle specie animali a rischio estinzione.

Le associazioni ed i comitati che hanno sottoscritto la diffida: Fronte Sannita per la Difesa della Montagna; LIPU delegazione di Benevento o; Associazione “Altra Benevento”; Comitato “Pro Sannio” di Santa Croce del Sannio; WWF Sannio; Comitato per la Difesa e la Tutela della Montagna di Morcone; Cittadini in Movimento di San Salvatore Telesino; Comitato Civico Contro l’Inceneritore di San Salvatore Telesino; Comitato Cittadino “Don Chisciotte” Cerreto Sannita. Ora attenderemo pazientemente la risposta della Regione Campania e rispetto alla sua risposta, ci muoveremo di conseguenza.

Benevento, 20 gennaio 2016

Fronte Sannita per la Difesa della Montagna Giuseppe Fappiano

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