Rischio cardiovascolare nel paziente oncologico

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Nella sala consiliare del Municipio di Guardia Sanframondi, gentilmente messaci a disposizione dal Sindaco, si è tenuto il convegno su “IL RISCHIO CARDIOVASCOLARE NEL PAZIENTE ONCOLOGICO”, secondo appuntamento della XVI GIORNATA MONDIALE PER IL CUORE. (Il primo si ebbe il 19 settembre con la Giornata di Prevenzione in Piazza).

Ha relazionato il dr. GIANLUCA IANNUZZI, cardiologo e geriatra, membro del nostro Comitato Scientifico.

Egli ha ben evidenziato che i rischi cardiovascolari per un paziente oncologico sono elevatissimi e che quindi la necessità di limitarli il più possibile è di estrema importanza. In questi casi i fattori di rischio sono tanti, tra cui anche quelli derivanti da una tossicosi da farmaci. Essi, normalmente non si sommano tra loro ma si moltiplicano; nel caso in specie si elevano con un grado esponenziale davvero impressionante, tessendo una ragnatela fitta su tutto il corpo.

Per tenerli a bada è necessario partire da accorgimenti tanto semplici quanto importantissimi. Due in particolare: una corretta alimentazione, intendendo non una rinuncia secca a determinati alimenti in favore di altri, bensì un giusto equilibrio tra i vari alimenti. Nel dibattito il discorso è caduto sul recente allarme sulle carni rosse. La risposta è stata: nulla deve essere bandito dalla tavola, perché tutto serve all’organismo. La moderazione è la maestra in assoluto. Si è parlato anche dei legumi, che non vanno assolutamente trascurati anzi dovrebbero essere consumati a livello industriale.

Altro accorgimento è l’attività fisica, che deve essere costante, quasi tutti i giorni, e non stancante. E’ saggio smettere qualsiasi esercizio quando la fronte si imperla di sudore: siamo al top.

Seguire poi i protocolli che in tal senso ci sono, è cosa altamente positiva. Sembrano cose scontate, facili anche ad essere eseguite; allora la domanda è spontanea: perché non si fanno?

In conclusione dei lavori è stata ribadita anche la necessità di un lavoro in simbiosi tra oncologici e cardiologi. In altri termini si rende necessario ed urgente che la cultura di ambulatori in cui convivano le due figure innanzi riportate diventi patrimonio prezioso sia per gli operatori del settore, sia per i fruitori.

Con ciò si mettono i pazienti nella condizione di poter fruire delle due prestazioni nello stesso stabile, senza dover girovagare e attendere tempi lunghi per l’altra prenotazione, da un lato. Dall’altro la ricchezza di un colloquio immediato tra i due medici consente di stabilire subito la cura più efficace per un più immediato agguato delle patologie.

La ricerca scientifica ha fatto passi da gigante nel settore, se è vero – come dimostrano le statistiche – che a fronte di un aumento di tumori c’è una diminuzione delle morti da essi causate.

Allora ci si domanda: è difficile realizzare questi laboratori? Ci sono problemi burocratici che lo impediscono?

a risposta affermativa  noi opponiamo un forte appello a tutta la classe medica e politica, affinchè ognuna per la proprie competenze e responsabilità si impegni a rimuovere gli ostacoli che, secondo noi, non sono irremovibili.

Carlo Labagnara

Illustrazione di Giovanni Lombardi

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