Il gioco delle diversita’: la leggerezza della follia

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( L’articolo che segue  è stato scritto da una ragazza di 16 anni, dopo aver visto il nuovo Spettacolo de La Compagnia Instabile, che si presenterà Venerdì 27 novembre alle ore 20.30 al Cinema Teatro Modernissimo di Telese Terme. Lo Spettacolo prevede la proiezione del Documentario Vivere alla grande della Regista sannita Daniela Riccardi, scritto con Beatrice Cecaro e Antonio Mango e la Rappresentazione teatrale Voglio vivere alla grande de La Compagnia Instabile, Compagnia Integrata delle U.O.C. di Salute mentale di Puglianello e Morcone.)

Pensiamola come un gioco: lo chiameremo “Voglio vivere alla grande” o “Vivere alla Grande”. Possono giocare tutti, alti, bassi, cattolici o musulmani, chi vive su un altro pianeta, chi sulla Terra ci sta, ma è come se non ci fosse. Le regole sono semplici: bisogna vivere, vivere così bene, così “alla grande” da riuscire ad essere felici. Come in tutti i giochi però, la strada per la vittoria è asfaltata di prove, dolore e sofferenza, quanto basta. C’è chi dovrà affrontare gli incubi del passato, chi invece dovrà superare la rigidità del presente, chi dovrà ritrovarsi perché magari si è smarrito e non sa più chi è. I nostri giocatori, che per convenzione, chiameremo X ed Y hanno fatto già tanta strada e adesso hanno quasi finito di giocare. X ed Y vivevano a Puglianello e adesso…sono arrivati a Puglianello! Quale strada, vi chiederete, hanno percorso?! ebbene sì, hanno fatto un lungo viaggio pur restando sempre allo stesso punto. Loro non si sono mossi, ma i loro personaggi sì: hanno lasciato quel luogo chiamato casa, per essere le stesse persone in altri luoghi. X ed Y sono arrivati a Modena, poi hanno sostato al Castello Malaspina di Massa Carrara, Pontremoli, Napoli, Benevento,  e con la loro genuinità hanno incantato tantissime persone. Hanno trovato il modo di essere loro stessi, ma anche altri e in questo sta il segreto della felicità. In parte hanno già vinto il gioco, ma adesso hanno un compito più importante: quello di mantenere questa gioia, questa felicità sempre, anche tra le mura di casa. E loro, attorno a un pianoforte, seduti su una panchina, o soli in mezzo ad una piazza riescono ad essere felici e non tutti possono vantarsi di avere questa capacità. X ed Y, anche quando i riflettori della macchina da presa o del palco sono spenti, continuano a vivere alla grande, lì a Puglianello. Dovreste provare, una volta, ad essere più persone insieme come X ed Y, ad essere felici per le piccole cose, come loro, a fare della vostra vita un dipinto, un cortometraggio o un’opera teatrale e vi renderete sorprendentemente conto di cosa significhi vivere. Perché il segreto per vincere in questo gioco, ve l’hanno spiegato X ed Y da Puglianello: per vivere alla grande dovete vivere, e dovete cominciare a farlo dal luogo che potete chiamare “casa”.

Nathalie Fiorillo

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