Vincenzo Vallone alla triennale di Bruges

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Il Museo Centre of Modern Art Site Oud Sint-Jan di Bruges è tra gli spazi espositivi e centri polifunzionali culturali più importanti al mondo.

In occasione della Triennale di Bruges, eccezionale appuntamento di arte e creatività che coinvolge tutto il Belgio e i Paesi del Nord Europa, l’Oud Sint-Jan ospita la prestigiosa mostra “Picasso – Mirò” che presenta una raccolta unica di capolavori dagli Impressionisti a Picasso, comprendenti opere storiche e immortali di artisti quali Jean-Baptiste Corot, Eugène Boudin, Claude Monet, Auguste Renoir, Edgard Degas, Paul Signac, Auguste Rodin, Henri de Toulouse-Lautrec, André Breton, René Magritte, Joan Miró, Marc Chagall, Georges Braque, Henri Matisse e Pablo Picasso.

Italia Arte e Museo MIIT proseguono quindi il loro percorso di internazionalizzazione e di collaborazione con i più prestigiosi musei del mondo e, dopo l’appuntamento al Museo Salvador Dalì di Berlino, presentano una selezione dei loro artisti nell’ambito di un progetto ambizioso, che porterà i ‘nostri’ autori contemporanei a dialogare con i grandi maestri dell’Otto e Novecento presenti nelle altre sale dell’Oud Sint-Jan.

L’occasione sarà anche perfetta per visitare Bruges, antica e meravigliosa città, Patrimonio mondiale dell’Unesco e i suoi monumenti principali, come la splendida Cattedrale gotica di Notre Dame, a pochi metri dall’Oud Sint-Jan, che conserva la scultura marmorea “La Vergine e il Bambino”, detta anche “Madonna di Bruges”, uno dei capolavori più celebri di Michelangelo, tra le rarissime sculture del maestro rinascimentale conservate all’estero.

Tra gli artisti presenti in mostra, si segnala Vincenzo Vallone, eclettico visionario dello spazio, giocoliere della materia, che trasforma e modella secondo la sua originalissima idea estetica e concettuale. Sono, questi, due elementi sempre presenti nelle opere di Vallone. Da un lato la ricerca della bellezza, di un gusto raffinato che si evidenzia nella sperimentazione della forma, nell’utilizzo sapiente della luce e del suo modularsi continuo, dall’altro l’importanza del pensiero artistico e simbolico, profondamente insito nei lavori dell’artista. Dalla sacralità iconica ed ascetica alla determinazione architettonica della superficie creativa, dal classicismo di una sintesi dialettica tra immagine grafica e significato ideologico all’ironia, a volte malinconica, altre dissacrante, che emerge dai suoi personaggi, si palesa la complessità dei dipinti-scultura tipici di Vallone.  Questi, nella materia stessa con cui sono realizzati, dal ferro all’ottone, dal bronzo al legno, dal rame alle stoffe trovano la propria identità nell’interpretazione dell’osservatore, libero di scrutare oltre l’apparenza del soggetto, fino ad addentrarsi nell’anima dell’artista, scoprendone, poco per volta, forse solo in parte, lo spirito e l’amore per la vita e per il mondo.

Vincenzo Vallone,

In copertina “Noi due”, Tecnica mista su lamiera, ottone, vernici, specchi, cm 56×44, 2009

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