Standard ospedalieri: subito il primo grido d’allarme

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Il testo del Regolamento sugli standard ospedalieri è approdato in Gazzetta.  Gli addetti al lavori lo aspettavano da mesi.
Una testo travagliato, presentato l’estate scorsa con una prima versione poi rispedita al mittente dal Consiglio di Stato a causa dei molti errori formali, ma anche sintattici.

L’uscita del provvedimento, che sarà operativo a partire dal 19 giugno, non mancherà di suscitare un vespaio di polemiche nel mondo della Sanità.         Già nella giornata di ieri i cardiologi Anmco riuniti a Congresso avevano lanciato il grido d’allarme perché la nuova organizzazione smantellerebbe gran parte dell’organizzazione cardiologica così come la conosciamo, eliminando due terzi dei reparti esistenti (si veda il nostro articolo).

Reazioni non mancheranno dai sindacati che già avevano storto il naso l’anno scorso, alla prima diffusione del documento.

Ora, con il nuovo testo riveduto e corretto comincia la partita vera. La posta in palio è la riorganizzazione ospedaliera, con una nuova filosofia di fondo, quella dell’ospedale per intensità di cura, molto contestata da alcuni e al contrario fortemente voluta da altri e che fa da sfondo al provvedimento oggi in Gazzetta.

Dai cardiologi intanto arriva il primo grido d’allarme. Con il nuovo provvedimento in vigore, «le strutture cardiologiche italiane si ridurranno di due terzi, la salute del cuore degli italiani ne risentirà pericolosamente».

Giovanni Tommaselli

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