Nella Rocca dei Rettori un polo museale

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La proposta di trasformare il monumento longobardo rinascimentale in sede  museale formulata da Giorgio Nista, sindaco di Colle Sannita, nel corso dell’Assemblea dei sindaci svoltasi, nei giorni scorsi, per l’approvazione dello Statuto dell’Ente Provincia, mi ha fatto ricordare le solenni promesse (puntualmente disattese) fatte circa 15 anni orsono da una classe dirigente, incapace di guardare più lontano della prossima campagna elettorale;  allorquando l’intero Consiglio Provinciale nella seduta del 16.9.1999 non esitò ad approvare  la proposta da me presentata di “Delocalizzazione degli uffici provinciali dalla Rocca dei Rettori”  per far diventare il castello simbolo della città di Benevento il punto focale di una strategia di sviluppo sostenibile  basata su di un’idea-forza: la predisposizione di un itinerario turistico-culturale teso a valorizzare il Sannio attraverso il recupero e la ri-funzionalizzazione dei Castelli e dell’architettura fortificata presente nel territorio sannita. Una proposta che fu ratificata, successivamente, nel protocollo d’intesa “Sannio dei Castelli” da me predisposto in qualità di sindaco pro tempore di Guardia Sanframondi ed illustrata il giorno 30 settembre 2001 nel Castello dei Sanframondo all’assessore regionale Marco Di Lello ed al presidente della provincia di Benevento Carmine Nardone con l’ausilio del professore Aldo Loris Rossi e dell’urbanista  Franco Bove e per di più arricchita con la prima mappatura dei castelli del Sannio predisposta dalla Feder-Mediterraneo, guidata dall’indimenticabile  Franco Nocella.

Quindici anni possono essere una vita. E di fatto lo sono. Un ciclo di accadimenti lieti e meno lieti. Ma passano inesorabilmente e non te ne accorgi Eppure quindici anni non sono bastati ai nostri “bravi” amministratori provinciali (compreso lo stesso sindaco Giorgio Nista che all’epoca dei fatti rivestiva anche il ruolo di Assessore Provinciale) per tradurre in realtà  le promesse solennemente assunte ed oggi siamo  costretti a dover registrare l’ennesima occasione mancata che forse, guardando a quello che è successo nella Loira sotto l’impulso di Jack Lang, ministro della Cultura nonché sindaco di Blois,  avrebbe potuto cambiare il destino di questa nostra terra. E poiché sono profondamente convinto di tale possibilità mi piace ricordare che Re, papi e feudatari hanno scandito il trascorrere dei secoli nel Sannio dentro e attorno a questi castelli e dai castelli, per oltre mille anni è dipesa la vita di generazioni e generazioni di sanniti: per motivi di difesa, per ragioni politiche e per sistemi di lavoro legati al regime feudale. Oggi, tramontata la loro era, superate le loro antiche funzioni, costituiscono nel loro insieme un grande contenitore culturale, un grande attrattore turistico e una preziosa occasione di sviluppo economico che il Sannio non può e non deve permettersi il lusso di lasciarsi sfuggire. Mi auguro che il neo Presidente Claudio Ricci sappia fare tesoro  della proposta avanzata dal sindaco Giorgio Nista. E da parte mia mi permetto solo di aggiungere: meglio tardi che mai.

Guardia Sanframondi 17.06.15

Amedeo Ceniccola

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