Il vento dell’Europa salva il monte Mutria

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Uno stop all’eolico selvaggio da parte della Commissione Europea che avvia un’indagine sulle autorizzazioni regionali. Nei giorni scorsi il settimanale “L’Espresso” ha pubblicato un articolo sull’avvio di una indagine della UE nei confronti dell’Italia per la cattiva tutela dei siti “Natura 2000” (cosiddetti SIC – Siti di Importanza Comunitaria e ZPS – Zone di Protezione Speciale). L’articolo elenca alcuni casi emblematici, tra cui le richieste di installazione degli impianti eolici nel SIC “Pendici Meridionali del monte Mutria”.

Questo caso è stato portato all’attenzione della UE nell’estate scorsa da questa Associazione, insieme a Italia Nostra, LIPU, LerkaMinerka, Comitato Civico per la Tutela e salvaguardia del territorio della Montagna di Morcone, associazione Ru.De.Ri. “Rural Design per la Rigenerazione dei Territori”, comitato “A Guardia dell’Ambiente, comitato anti eolico “Don Chischiotte” con una lettera esposto in cui si evidenziava la gran quantità di richieste di installazione di torri eoliche nel SIC: ben 73 !

La lettera segnalava, inoltre, che nelle autorizzazioni rilasciate dalla Regione Campania a seguito di istruttoria per la Valutazioni di Incidenza non risulta mai considerata la presenza di habitat particolarmente protetti (definiti “prioritari” dalla Direttiva Europea di riferimento) e di conseguenza non risulta applicato l’art. 6 comma 4 della Direttiva 92/43, recepita dallo Stato Italiano con DPR 357/97, relativo alle misure compensative “necessarie per garantire che la coerenza globale di Natura 2000 sia tutelata”. Si tratta dell’habitat prioritario codice 6220 “Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea” che risulta particolarmente abbondante nel SIC così come l’habitat codice 6210 “Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee)” da ritenersi prioritario in presenza della fioritura di orchidee (evidenziata con l’asterisco nella denominazione ufficiale) e che è stata riscontrata nei sopralluoghi effettuati dagli attivisti dell’Associazione insieme ad esperti botanici.

La UE – Divisione Ambiente aveva risposto con sollecitudine, annunciando l’avvio della procedura di indagine, ora riportata dall’Espresso a seguito della trasmissione ufficiale al Ministero dell’Ambiente che ora dovrà interpellare le varie Regioni, compresa la Campania, per le numerose segnalazioni.

Il risultato è da ritenersi soddisfacente per la tutela di un’ampia e bella area che parte dalle campagne a ridosso degli abitati di Cerreto Sannita, San Lupo e Pontelandolfo e giunge fino alle pendici del monte Mutria nella quale, oltre a varie specie di orchidee, si possono osservare numerosi rapaci (poiana, gheppio, nibbio bruno, aquila reale), il raro anfibio tritone crestato (nei fontanili) e l’altrettanta rara luscengola (un rettile simile ad una lucertola senza zampe) e frequentato saltuariamente dal lupo. Tutte caratteristiche disinvoltamente ignorate dai funzionari regionali che avevano autorizzato le richieste di impianti  eolici.

Nel territorio beneventano è già presente un numero considerevole di impianti con aerogeneratori della prima generazione (di dimensioni più ridotte) e della seconda generazione (con torri fino ad 80 metri e pale di circa 30), che coprono una quota consistente del fabbisogno energetico provinciale, per cui si ritiene giusto porre una maggiore attenzione prima di sacrificare ulteriori aree per la produzione di energia elettrica da trasportare in altri siti di maggiore richiesta a decine se non centinaia di chilometri di distanza. Insomma questo intervento della UE deve essere un monito per il futuro alla leggerezza con cui gli enti locali concedono le autorizzazioni.

Camillo Campolongo

1 commento

  1. L’annuncio dell’avvio di un indagine a difesa del nostro ambiente naturale, a causa della cattiva tutela dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS), costituisce un importante segnale di attenzione per la nostra zona da parte della Commissione Europea.
    Mia piace, a tale proposito, sottolineare che la natura non solo affascina – e un po’ tutti desiderano che venga quanto meno seriamente tutelata – ma siccome richiama il turismo, aver cura di essa non vuol dire perdere tempo o badare a cose da poco, ma significa dedicare attenzione ad un argomento che ha anche una notevole rilevanza economica, specialmente per le zone interne come la nostra, che ripongono nel turismo buona parte delle loro speranze di sviluppo”.
    Emidio Civitillo

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