Qualità ambientale del tratto campano del fiume Volturno

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Siamo tutti a conoscenza dell’altissimo livello di inquinamento del fiume Volturno, divenuto ormai una fogna a cielo aperto che raccoglie, oltre agli scarichi delle industrie, delle aziende agro zootecniche e del comparto agricolo in generale,  anche i liquami fognari  dei Comuni che si affacciano sulle sue sponde, nella gran parte dei casi non depurati. Pochi i Comuni che depurano i propri scarichi; la maggioranza di essi non è dotata di alcun impianto di depurazione  o, seppur presenti, gli stessi non risultano funzionanti e collegati alla rete fognaria.

Una situazione agli onori della cronaca da ormai molti anni, che ha trasformato il corso d’acqua più importante dell’Italia meridionale da elemento naturale caratterizzante la bellezza paesaggistica e naturalistica del territorio  in elemento significativo del degrado  e decadimento ambientale.

Dopo anni e anni di perpetrazione di tale scempio, la Regione ha predisposto un progetto preliminare, finanziato con fondi comunitari e nazionali, ammontante a ca. 100 milioni di euro per il ripristino della qualità ambientale del tratto campano del fiume Volturno.

L’intervento è diviso in lotti funzionali divisi per province di Avellino, Caserta e Benevento.

Il lotto della provincia di Benevento prevede interventi per un totale di ca. 30 milioni di euro, ed in particolare:

–  Per il comprensorio Benevento BN4 (Castelvenere, San Salvatore Telesino, Solopaca, Telese Terme), è prevista la realizzazione di un impianto di depurazione comprensoriale e dei relativi collettori di adduzione, nonché l’integrazione della rete fognaria di Telese Terme;

– Per il comprensorio BN2 (Dugenta, Durazzano, Limatola, Sant’Agata dè Goti), è previsto il disinquinamento del fiume Isclero e la realizzazione di un impianto di depurazione comprensoriale, nonché il completamento della rete fognaria di Sant’Agata dè Goti;

– Per il comprensorio BN6 (Paupisi, Ponte e Torrecuso), è prevista la realizzazione di un impianto comprensoriale e dei relativi collettori di adduzione.

Trattandosi di un progetto finanziato con i fondi comunitari POR FESR CAMPANIA 2007/2013, tutti gli interventi dovranno concludersi (ossia i soldi dovranno essere materialmente spesi) improrogabilmente entro il 31/12/2015, pena la perdita dei contributi.

Ebbene, qual è oggi lo stato di attuazione del lotto della provincia di Benevento a pochi mesi dal termine ultimo? Stanno lavorando i ns. bravi amministratori locali per far sì che si sfrutti questa importante opportunità di sviluppo territoriale?

Macchè, ma per i soliti motivi opportunistici e campanilistici i ns. amministratori stanno remando a tutto spiano per far naufragare questa importante opportunità territoriale, alla faccia dello sviluppo, della salute dei cittadini e, di non meno importanza, della forte crisi economica che investe il territorio.

Chiamati a collaborare dalla Regione fin dal 2012 senza alcun esito, la maggioranza dei Comuni ha aspettato che la Regione appaltasse la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori per evidenziare una serie di problematiche di carattere essenzialmente locale finalizzate soprattutto ad eliminare dai territori di appartenenza  quelle opere di carattere comprensoriale serventi anche i comuni contermini, come ad es. i depuratori.

Qualcuno, come il sindaco di Solopaca, ha addirittura scomodato l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) presieduta da Raffaele Cantone per far valere le proprie pretese!

Il risultato è che a tutt’oggi stanno partecipando a sporadiche riunioni regionali avanzando pretese generiche di modifica della progettazione, non supportate da alcuna proposta fattiva e progettuale! e ciò a ca. 8 mesi dal termine ufficiale ultimo per l’utilizzo dei finanziamenti! Non è che forse aspettano la vociferata proroga al 30/06/2016 del termine ultimo per l’utilizzo dei finanziamenti strutturali 2007/2013?

Ma ci vuole tanto a capire che, in considerazione dell’entità e della tipologia delle opere a farsi, se anche i lavori iniziassero oggi non si riuscirebbe ad ultimarli (e pagarli) entro il termine ultimo, seppur prorogato al 30/06/2016?

Mi chiedo, ma non sarebbe meglio che lasciassero almeno perdere le riunioni in Regione (dove tra l’altro ritardano, partecipano in maniera passiva, e sembrano mai al corrente di nulla), evitando così di sprecare tempo e risorse a danno della cittadinanza?

In allegato il risultato di una delle ultime riunioni regionali tenutesi sull’argomento.

Arch. Paolo Aragosa

Audizione regionale

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