Un esempio formativo

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E’ con viva soddisfazione che  rivolgo tantissimi ringraziamenti al sansalvatorese Preside Prof. Pasquale Izzo, già Sindaco di San Salvatore Telesino, che ha scritto e pubblicato il bellissimo ed interessante libro:“Salvatore Pacelli – Il Sindaco”

Complimenti vivissimi anche al bravissimo Luigi Cofancesco che ne ha realizzato la copertina e che ha saputo proporci una fotografia sovrastante  uno scritto che delineano, in modo autentico,la figura del Professore-Preside-Presidente-Sinda=

co Pacelli, come dovrà restare indelebilmente nel ricordo di tutte quelle persone che hanno avuto l’opportunità e la fortuna di conoscerlo.

E’ un libro elegante anche nella stampa e nella veste grafica, che si sfoglia con facilità e si legge con molto interesse.

Un dovuto ringraziamento  va all’Associazione culturale “Amici della Biblioteca” che ha allestito e curato con dovizia la presentazione del libro in quella splendida cornice dell’Abbazia Benedettina con una “ricca” manifestazione condotta dal giornalista dr. Mimmo Ragozzino  e con gli interventi del Sindaco Avv.Fabio Romano e dell’On.le Clemente Mastella, a cui ha partecipato un pubblico numerosissimo, attento e soddisfatto.

Questo “libro” ha destato in me molte emozioni e mi ha fatto rivivere momenti del mio passato che sono stati molto importanti nel mio percorso di vita.

Agli inizi degli anni cinquanta, dopo aver frequentato le Scuole Elementari e dopo aver superato “l’Esame di ammissione”,  (Era questo un esame importante per intraprendere gli studi alle Scuole Medie e, se non si superava, si ci poteva iscrivere soltanto alla Scuola di Avviamento professionale) iniziai a frequentare il primo anno delle Medie. E’ da premettere che quell’Istituto scolastico fu istituito a Telese e frequentato da molti “studenti” (a quei tempi fino alle elementari eravamo considerati “alunni”, ma -già dalla Scuola Media- ci chiamavano “studenti”) di molti paesi della Valle Telesina e oltre.

Ricordo bene che durante quel primo anno non avevamo il Preside dell’Istituto e, di tanto in tanto, veniva da Benevento un “incaricato” per controllare l’andamento scolastico. All’inizio della mia frequenza del secondo anno giunse il Preside Pacelli. Noi ragazzi non eravamo ancora abituati a vedere un professore che era “serio” in tutte le occasioni e si creò subito un rapporto di referenza verso questo giovane Preside che, per nostro orgoglio, era un abitante della nostra zona; era infatti di San Salvatore Telesino che all’epoca, quando la lingua italiana non era ancora molto diffusa nelle aree paesane, era chiamato comunemente “ ‘U Casale”.  La prima cosa che impressionò favorevolmente noi “studenti” fu il constatare, con sorpresa, che questo Preside si rivolgeva a noi ragazzi dandoci del “Lei”. “Cosa fa lei nel corridoio? Non perda tempo, ritorni subito in classe!”. Rammento ancora che, nell’anno in cui frequentavo la terza media, un giorno organizzammo uno sciopero (non ne ricordo il motivo) e, invece di andare a scuola, ci trattenevamo a gruppi, bighellonando in varie zone del paese. Il Preside Salvatore Pacelli e il bidello Nicola Carrino, chi da un lato e chi dall’altro, ci rincorsero e -senza dar adito a discussioni- ci accompagnarono personalmente nelle nostre aule.

Continuando il mio percorso di vita, dopo aver ultimato la scuola iniziai a lavorare, per una decina d’anni come impiegato privato e fino all’età della pensione come impiegato statale. All’inizio degli anni ottanta iniziò il mio interesse per la “politica” e fu così che, dal 1985 al 1995 fui componente della Giunta Municipale in qualità di “Assessore” dell’Amministrazione Comunale di Telese. In tale veste, partecipai ufficialmente -per due volte- all’annuale “Festa dell’uva” di Solopaca e fu la seconda volta allorquando tutti noi rappresentanti e Sindaci dei vari Comuni partecipanti ci ritrovammo riuniti, prima dell’inizio della sfilata in corteo, chiedendoci come andava indossata la fascia comunale tricolore che da quell’anno, invece che “in vita”, doveva essere posizionata in diagonale dalla spalla destra al fianco sinistro. I pareri fra di noi erano discordi e non si riusciva a stabilire l’esatto posizionamento della fascia. Fu allora che io vidi in lontananza sopraggiungere il Prof. Salvatore Pacelli e, rivolgendomi a tutti dissi: “Non vi preoccupate, sta arrivando “il Sindaco”, ci penserà lui!”  Infatti il Sindaco Pacelli, sorridendo e con gentilezza, sistemò la fascia a ciascuno di noi e, dietro i labari dei Comuni, potemmo aprire la “sfilata” del variopinto corteo.

Sono tanti altri i ricordi che mi legano alla figura di Salvatore Pacelli sia come Preside che come Presidente del Consorzio di Bonifica della Valle Telesina e come Sindaco e il Preside Pasquale Izzo ne ha illustrato molto bene l’impegno nei vari aspetti professionali.

A me piace ora sottolineare come il Liceo Scientifico di Telese fu ben quotato  a livello nazionale grazie alla dirigenza e all’impegno continuo e qualificato del Preside Salvatore Pacelli e, considerando anche la contemporaneità del   suo impegno altrettanto qualificato e continuo come Sindaco, devo desumere che il Preside-Sindaco era una persona “straordinaria” dotato di un’intelligenza e di capacità al di sopra delle normali possibilità umane.

A questo punto chiedo venia ma, parlando del Sindaco Salvatore Pacelli, non posso non rammentare Anselmo Mattei.  C’è stato infatti un lunghissimo periodo che il binomio Sindaco Pacelli-Anselmo Mattei è stato indissolubile.

Anselmo era legatissimo al suo paese e, per non lasciarlo, rifiutò delle importanti offerte artistiche. Io, che ne ero amico e che ho vissuto con lui tanti

avvenimenti per lungo tempo, lo ho sempre considerato un “artista puro”. Infatti non si esibiva mai su richiesta e mai col l’intento di guadagnarci qualcosa;

allorquando imitava suoni di strumenti musicali o voci di animali e voci umane sottolineandone in modo dettagliato la gestualità, lo faceva unicamente per seguire il suo “estro”. La stessa cosa faceva quando raccontava delle storie, prendendo spunto da qualcosa realmente accaduto e inventando tutto il resto con l’aiuto della sua fantasia che lo portava naturalmente a far divenire comici anche gli accadimenti più tristi. I miei rapporti di sana e fraterna amicizia con Anselmo non si interruppero mai e, spesso, andavo presso la sua abitazione

per incontrarlo ma, il più delle volte, non lo trovavo e la moglie Lina mi diceva che Anselmo stava dalla “fidanzata”. La fidanzata era il Sindaco Pacelli che poteva contare su Anselmo in qualunque giorno,  a qualsiasi ora e per tutte le possibili incombenze.  Alcune volte, invece, trovavo Anselmo in un posto del paese dove, imbracciando una pala o un piccone, alla testa di un gruppo di operai, era intento allo scavo di un fosso o di un canale per impiantarvi qualche tubo o qualche altra cosa.

San Salvatore Telesino è stato un paese fortunato perché ha avuto per un lungo periodo un Sindaco come Salvatore Pacelli, una figura di poche parole, di saldi valori e di promesse sempre mantenute ed è stato un paese fortunato anche perché ha avuto un dipendente comunale factotum come Anselmo Mattei.

Il telesino  doc

Angelo Leone

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