Stragi e inganni dell’Unità d’Italia

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Mercoledì 4 marzo, alle ore 18.30, la Fondazione Gerardino Romano, presso la sede sociale di Piazzetta G. Romano 15, Telese Terme (BN), accoglie lo scrittore Gigi Di Fiore. All’incontro, coordinato dal prof. Felice Casucci, si parla di Stragi e inganni dell’Unità d’Italia. L’autore mette in luce nei suoi libri: 1861 Pontelandolfo e Casalduni – Un massacro dimenticato, Focus Storia, 2013 e I vinti del Risorgimento, De Agostini-Utet, 2014, il periodo tra il 1860 e il 1861, avvalendosi di una documentazione inedita e ricca di particolari, gli sconfitti, protagonisti di questa dettagliata ricostruzione storica, furono soprattutto migliaia di pastori, carbonari e contadini del Matese, delle Puglie, delle campagne salernitane, della Sicilia, dei Tre Abruzzi, del contado del Molise, della Calabria, di Napoli. Un esercito di oltre 50 mila uomini: meridionali, a difendere quella che allora era la loro Patria. Su quei mesi, sui militari, sulla generazione che realizzò in concreto il Risorgimento, sia nella vittoria sia nella sconfitta, l’Archivio Borbone è una miniera ancora poco esplorata. E da quelle carte, come da molte altre fonti esaminate negli anni da Di Fiore (memorie autobiografiche di ufficiali borbonici, piemontesi e garibaldini, la collezione della «Gazzetta di Gaeta», documenti in parte trascurati negli archivi di mezza Italia) emergono anche piccoli drammi personali, storie di eroismi, opportunismi e miserie, comuni a tutti i trapassi di epoche e di poteri, che arricchiscono questo affresco sugli ultimi giorni dell’esercito borbonico e del Regno delle Due Sicilie. In poco tempo le regioni meridionali, con 9 milioni di abitanti, furono “italianizzate”: azzerati monete, codici penali e civili, burocrazie. In particolare nel primo libro viene descritto nel dettaglio il primo eccidio avvenuto il 14 agosto 1861 nell’Italia unita. Una delle pagine più sanguinose del Risorgimento. Lo scrittore ripercorre quell’eccidio (morirono, a seconda delle stime, fra alcune decine e il migliaio di persone) attraverso l’occhio di due giovani, in un libro a cavallo fra romanzo e ricostruzione storica.

Tutti i video relativi agli incontri settimanali sono visibili sul sito della Fondazione (www.fondazioneromano.it) nella Sezione “Mercoledì culturali”.

Gigi Di Fiore, laureato in giurisprudenza, diviene poi giornalista professionista. Ha lavorato come cronista di cronaca giudiziaria a Napoli per Il Mattino. E’ stato redattore del Giornale, sotto la direzione di Indro Montanelli. Collabora con il settimanale Oggi e con il mensile Focus Storia. Oltre all’attività giornalistica, si dedica agli studi storici, soprattutto su due argomenti: la criminalità organizzata e la storia del Risorgimento italiano e del Mezzogiorno in generale, con attenzione alla fine del Regno delle Due Sicilie e al brigantaggio

post-unitario. Su questi temi ha pubblicato, tra gli altri: Potere camorrista, Age, Napoli, 1993; Io Pasquale Galasso, Tullio Pironti, Napoli, 1994; 1861-Pontelandolfo e Casalduni un massacro dimenticato, Grimaldi & C., Napoli, 2013. Poi, con la Utet: I vinti del Risorgimento, Torino, 2004 e La camorra e le sue storie, Torino, 2005. Nel 2007, per Rizzoli, Controstoria dell’unità d’Italia, L’impero nel 2008, Gli ultimi giorni di Gaeta nel 2010 e Controstoria della Liberazione, nel 2012. Per queste attività ha ricevuto riconoscimenti, partecipato a seminari, conferenze e dibattiti sulla criminalità organizzata e il Mezzogiorno, il Risorgimento e il brigantaggio. Si è sempre distinto per l’originalità del pensiero e la coerente ricerca della verità storica.

Antonella Calori

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