Il Giardino Archeologico Telesino

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Mercoledì 11 febbraio, alle ore 18.30, la Fondazione Gerardino Romano, presso la sede sociale di Piazzetta G. Romano 15, Telese Terme (BN), accoglie l’arch. Vincenzo Vallone. All’incontro, coordinato dal prof. Felice Casucci, interviene il dott. Ferdinando Creta e si presenta il libro, Il Giardino Archeologico Telesino, Grafica Castaldo, 2014, che tratta il restauro del Giardino Archeologico (GIAT) nell’area della Torre Longobarda di Telese Terme, progettato e diretto dall’arch. Vallone, che lo definisce “un bagliore splendente di architettura medioevale sedimentata”. Il volume illustra: le collaborazioni degli studiosi e le ricerche che hanno preceduto l’intervento, descrivendo le opere che sono state restaurate, come il Portale d’ingresso in ferro e copertura di cristallo; la Chiesa Cattedrale, in cui sono visibili le assisi di fondazione dell’abside centrale e laterale a ovest della Cattedrale della Diocesi di Telese (IX? – XIV sec.); la Torre, che è di grande impatto nella sua configurazione essenziale, con la varietà compositiva e cromatica dei fronti, sottolineata da una accesa fantasia decorativa; l’Agorà, il piccolo spazio circolare con un diametro di 10 metri per gli incontri all’aperto. Il volume è arricchito dalle riflessioni di Pasquale Carofano, Giovanni Liverini, Antonio Salerno, Felice Casucci, Vincenzo Vallone, Simone Di Mauro, Luigi Di Cosmo, Michele Selvaggio, Maria Grazia Porceddu, Agostino Buonomo, Tonino Conte e dell’Istituto Telesi@, oltre che dai versi di Angelo Raffaele Scetta e dello stesso Vallone, con la partecipazione al coordinamento di Tiziana Selvaggio.

Tutti i video relativi agli incontri settimanali sono visibili sul sito della Fondazione (www.fondazioneromano.it) nella Sezione “Mercoledì culturali”.

 Vincenzo Vallone, telesino, è architetto. Ha studiato alle Scuole Salesiane, all’Accademia delle Belle arti e all’Università “Federico II” di Napoli. Si è consacrato alla progettazione degli spazi urbani, al recupero storico e alle tematiche dell’ambiente e del paesaggio. Impegnato da sempre nel campo dell’arte, ha curato il recupero e il restauro di diversi siti storici locali, oltre a dedicarsi all’arte moderna concettuale. Le sue opere ripercorrono e documentano la contemporaneità, coinvolgono l’architettura e la pittura. Negli ultimi anni ha esposto in Italia e all’estero. Dal 2007, è nelle Gallerie di Parigi; a Torino, in mostra permanente al Museo MIIT di Italia Arte; nelle gallerie di Roma, di Milano e di Firenze. Nel 2013 ha esposto a Bonn e a Baden-Baden. Nel 2014 ha esposto alla Royal Opera arcade gallery di Londra, al Museo MIIT-TO di Bruxelles. A Como ha partecipato a “Le cinque giornate della scultura” e ha realizzato Le opere in lamiera della Torre normanna. Nel 2015, ha ideato il progetto Le matite della libertà, pro Charlie Hebdo, pubblicato da Il Sannio quotidiano, e ha realizzato, per la Giornata della Memoria 2015, il candelabro in ferro rugginoso simbolo dell’Ebraismo, donato all’Università degli Studi del Sannio.

 Ferdinando Creta è direttore artistico di ARCOS, Museo arte contemporanea di Benevento. Funzionario responsabile dell’area servizio per il pubblico della Reggia di Caserta.

Antonella Calori

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