Napoli calcio. È una questione di emozioni

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Lettera aperta al Presidente De Laurentiis. Nel tourbillon del miliardario giro di interessi creato dalla passione per il calcio non c’è spazio per la semplicità che potrebbe risolvere i problemi. Le nostre emozioni che hanno una energia incalcolabile riescono a fare la differenza nella qualità della vita ed anche nelle competizioni sportive. Tra una canzone urlata ed una recitata la differenza è data dal come si canta dal come il cantante riesce ad emozionare gli ascoltatori. Un poeta che è capace di far commuovere e sognare è infinitamente superiore al lettore che declama la stessa poesia a memoria con toni da cantilena. Il Napoli Calcio ha campioni di indubbio valore che però non producono quella energia emozionale che potrebbe fare la differenza. Il tecnico e lo staff del Napoli Calcio sono all’avanguardia mondiale in termini di qualità. Cosa manca per vedere la squadra primeggiare in Europa e nel mondo? Manca uno specialista (o un team), uno psicologo dello sport, un tecnico della energia emozionale. La parola psicologo erroneamente fa pensare ai malati e invece no! Esistono figure professionali e coach che riescono a far uscire energie nascoste nelle persone ‘normali’. Già molte squadre di calcio in Europa si avvalgono di questo uomo in più. È grandissimo il mio stupore per l’assenza di una figura professionale nel Napoli Calcio che può costare al massimo 5000 euro al mese. Presidente De Laurentiis ci pensi.

 Giovanni Forgione

1 commento

  1. Emozioni nel Napoli calcio. Commento a me stesso.

    Ho scritto la Lettera aperta al Presidente De Laurentiis di getto, dopo la sconfitta a San Siro contro il Milan. Di solito quando produco un testo lo rileggo un paio di volte e lo aggiusto. Questa volta l’ho lasciato originale e me ne sono pentito perché, rileggendolo, ho notato contenuti che non mi piacciono. Innanzitutto si percepisce da parte mia una presunzione di conoscere queste nuove tecniche come se il Presidente De Laurentiis non ne avesse mai sentito parlare: lui ha il potere di fare tutte le scelte che giovano alla squadra e sicuramente nella intensa gestione di una squadra di serie A queste problematiche le ha già affrontate. Immagino che le immense capacità di un imprenditore di successo non sono state nemmeno sfiorate dalle idee di un pinco pallino che si esprime dopo una sconfitta, ammesso che abbia letto il mio testo. Altri concetti negativi nel mio scritto sono le espressioni “malati” e “persone normali” entrambe limitative di realtà profonde e complesse da analizzare. La più grande sciocchezza l’ho fatta citando 5000 euro come compenso mensile allo psicologo sportivo: non oso immaginare il pensiero di De Laurentiis su questa cifra insignificante per lui, nel caso avesse letto il mio sfogo. Ora che mi sono liberato dai cattivi pensieri che avevo espresso posso con serenità affermare quanto segue: l’entusiasmo e l’allegria di uno spogliatoio sono alla base del successo; ad alti livelli tutti i calciatori e tutti gli staff gestionali sono eccellenti. Le ore di allenamento sono più o meno le stesse per tutte le squadre professionistiche. Il tocco in più, la magia, la “fortuna” sono determinate tutte dalla forza delle emozioni e dalla voglia di vincere. Una forza che fa la differenza. Una forza che può essere creata (se non è spontanea) da esperti del settore.

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