Sciopero studentesco: L’unione fa il telesi@

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Circa mille gli studenti scesi in strada a Telese. Grande coinvolgimento e tanto lavoro di gruppo ha permesso la piena riuscita della manifestazione che mai così numerosa ha attraversato il centro telesino. Ben quattro gli istituti coinvolti: il Carafa-Giustiani, l’IIS Telesi@, il Galileo-Vetrone, l’Ugo Fragola. Il concentramento è avvenuto nei pressi delle Vecchie Terme Jacobelli dove gli studenti in maniera intelligente e sistematica hanno mostrato e letteralmente spiegato il senso di tutti gli striscioni impartendo poi la direzione del percorso che ha proseguito su Via Roma per poi arrivare su Viale Minieri. All’improvviso però il corteo sosta davanti la casa comunale del centro telesino eseguendo cori che richiamano l’amministrazione e la politica a preoccuparsi dell’edilizia scolastica per poi rifermarsi in Piazza Minieri e far ritorno al luogo di partenza dove si sono tenuti gli interventi finali.

Abbiamo voluto scioperare – dichiara il rappresentante degli studenti dell’IIS Telesi@ Mario Colangelo – perché siamo la classe attualmente più disagiata del sistema, e l’abbiamo voluto fare qui sul nostro territorio. Abbiamo scioperato anche perché c’è la necessità di avere un polo scolastico adeguato e dei trasporti più sinergici. Siamo stanchi della pigrizia delle istituzioni incapaci di soddisfare i nostri bisogni, siamo stanchi delle false promesse e delle illusioni fittizie, vogliamo i fatti.

Uno dei nostri striscioni era ‘Cogito ergo Protesto’ ovvero ” Penso dunque Protesto” per far capire che siamo al corrente di quello a cui stiamo andando incontro e rivendichiamo il diritto ad un futuro non precario. A fargli eco è Luca Esposito – rappresentate degli studenti del Carafa-Giustiniani – “ Siamo scesi in piazza per denunciare con forza i tagli sui corsi di recupero (440/97), perché da anni non c’è un solo miglioramento all’offerta formativa, alla sempre più nitida mancanza di risorse e decadenza degli istituti scolastici. Siamo scesi in piazza perché ad essere finanziata deve essere la scuola pubblica e non quella privata, perché merito non significa competizione, perché non ci piace affatto il modo in cui è presentata l’alternanza scuola – lavoro, per garantirci il diritto allo studio per avere un reddito e per dire no al Jobs Act sintomo estremo di precarietà”.

 segnalazione di D’Onofrio Antonio Pio

 Fonte  ‘ Il Quaderno

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