Sabato 12 luglio 2014,alle 18.30, a San Salvatore Telesino, nell’Abbazia del Santo Salvatore si terrà il Convegno Telesia e il suo territorio. All’incontro, organizzato dall’Amministrazione Comunale di San Salvatore Telesino interverranno Lorenzo Quilici, ordinario di Topografia dell’Italia antica – Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna con una lezione dal titolo: Telesia: una città pianificata unica per le sue fortificazioni e Giuseppina Renda, archeologa del Dipartimento di Lettere e Beni culturali della Seconda Università di Napoli con la relazione Non solo Telesia: le testimonianze del Territorio. All’incontro, parteciperà Antonio Salerno, responsabile dell’Area archeologica Alife-San Salvatore Telesino per la Soprintendenza ai Beni archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta.

Negli ultimi mesi l’amministrazione comunale di San Salvatore sta procedendo, d’accordo con la Soprintendenza ai Beni archeologici, a molti lavori di risistemazione dei principali siti archeologici di Telesia: sono già stati ripuliti la Cisterna della città antica e parte delle Terme ma l’intervento interesserà anche l’Anfiteatro ed altre aree di grande importanza storica e turistica. Il progetto di riqualificazione prevede anche lo spostamento nell’Antiquarium di molti reperti finora conservati in depositi sparsi sul territorio, favorendo così, oltre che una più corretta conservazione, anche una migliore fruizione per il pubblico che visita l’Abbazia.

È l’occasione quindi per ricordare e riproporre gli studi più significativi di questo secolo, primo fra tutti l’articolo di Lorenzo Quilici Telesia: studi di urbanistica antica pubblicato nel 1966 nei «Quaderni dell’Istituto di topografia antica dell’Università di Roma», uno studio fondamentale per il nostro territorio, pietra miliare da cui sono partiti e a cui si sono riferiti tutti gli studiosi che, da allora in poi, si sono occupati di Telesia. Il saggio di Quilici, frutto di uno studio sistematico e di una ricerca scientifica condotta con l’utilizzo delle più moderne tecniche dell’epoca- ricordiamo che fu il primo ad utilizzare la fotografia aerea a Telesia- era ricco di illustrazioni, foto e disegni dell’autore stesso di cui una in particolare, il disegno delle mura perimetrali della città, ha avuto una grande fortuna “di pubblico” e oggi viene utilizzata costantemente per riferimenti non solo di carattere storico ma anche turistico e finanche commerciale, avendo assunto, nell’immaginario collettivo, il ruolo di simbolo stesso del territorio.

 Lorenzo Quilici è professore ordinario di Topografia dell’Italia antica presso il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna e dal 2008 è coordinatore del dottorato di Archeologia. È stato responsabile scientifico nell’ambito del Cnr dei programmi finalizzati ai beni culturali dal 1993-2002 e coordinatore nazionale nei programmi Murst-Prin. Ha condotto ricerche e studi di topografia antica, di urbanistica e analisi di monumenti in Italia, soprattutto nell’Italia centrale e meridionale, nonché, all’estero, in Turchia e nell’isola di Cipro, compresi in un arco cronologico che va dall’età del bronzo al medioevo, ma in particolare focalizzati sull’età classica; ha diretto scavi a Roma, nell’Italia centrale e meridionale, a Cipro. Nell’ambito delle attività di scavo si ricordano la direzione delle campagne di scavo a: Serra Maiori e Bufaleria, Nocara, alla Civita di Artena; a Fidenae; ad Aghia Irini, Paleokastro (Kyrenia, Cipro); a Bagnoregio; sulla via Appia e il Tempio di Apollo a Itri; al castello di Gerione a Casacalenda; a monte Coppolo di Valsinni .

Tra le pubblicazioni si annoverano oltre 200 articoli e molte monografie tra cui La via Appia: un percorso nella storia, Le strade: viabilità tra Roma e Lazio, Roma primitiva e le origini della civiltà laziale, Atlante Tematico Di Topografia Antica,  Città e monumenti nell’Italia antica, Introduzione alla topografia antica, La Carta archeologica della valle del Sinni. È direttore della collana Atlante tematico di topografia antica della casa editrice L’Erma di Bretschneider, per la quale ha curato, tra l’altro, l’edizione dei volumi delle Carte archeologiche e ricerche in Campania

È socio corrispondente dell’Istituto di Studi Etruschi e Italici e dell’Istituto Archeologico Germanico; è socio ordinario dell’Accademia di Archeologia lettere e belle arti di Napoli e della Pontificia Accademia di Archeologia; è membro della Society of Fellows dell’American Academy of Rome, Visiting professor dell’Università di Huston, Foreign Honoray member dell’Archaeological Institute of America, Boston University, è membro effettivo dell’American Philological Association, Università of Pennsylvania.

Giuseppina Renda è molto conosciuta nei nostri paesi perché da anni “si aggira” nel territorio allo scopo di redigerne le carte archeologiche. Dobbiamo a lei i contributi più recenti alla conoscenza puntuale, alla descrizione accurata, con un ricco corredo fotografico, di ogni angolo della nostra zona che rivesta un interesse storico-archeologico. Laureata in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Bologna, specializzata in Archeologia nella stessa Università, è dottore di Ricerca e abilitata a ricoprire le funzioni di professore di seconda fascia in Archeologia. Dal 1999 svolge attività di ricerca presso la Seconda Università degli Studi di Napoli. Ha partecipato e condotto campagne di scavo, sia in Italia che all’estero, ed è stata inserita in vari progetti presso Istituti di ricerca e universitari italiani per la redazione della Carta Archeologica della Valle del Sinni (Basilicata), della Carta Archeologica del Pollino (Calabria) e della Carta Archeologica della Campania, con pubblicazioni specifiche su singoli comprensori territoriali e affondi di carattere tematico.

Le sue attività sono essenzialmente rivolte alla Topografia antica, ed in particolare all’analisi delle trasformazioni del territorio attraverso il tempo, della rete viaria e all’elaborazione di cartografia archeologica. Della disciplina cura sia gli aspetti storici, sia quelli archeologici, sia quelli tecnologici, sperimentandone le applicazioni nei Sistemi Informativi Territoriali.

È autrice di numerosi lavori. In riferimento all’area campana ha pubblicato una serie di contributi per la Carta archeologica della Campania (Il territorio di Caiatia, in «Carta Archeologica e Ricerche in Campania»; fasc. 1: comuni di Alvignano, Baia e Latina, Caiazzo, Castel di Sasso, Dragoni, Piana di Monte Verna, Ruviano, «Atlante Tematico di Topografia Antica», suppl. XV, 2004; fasc. 4: comuni di Amorosi, Faicchio, Puglianello, San Salvatore Telesino, Telese Terme, «Atlante Tematico di Topografia Antica», suppl. XV/4; fasc.7: comuni di Ailano, Casapesenna, Castelvenere, Pratella, Raviscanina, Roccarainola, San Cipriano d’Aversa, «Atlante Tematico di Topografia Antica», suppl. XV/7; contributi sui territori di Bellona (CE) e Sturno (AV), in «Carta Archeologica e Ricerche in Campania, Atlante Tematico di Topografia Antica», suppl. XV/8, Roma 2014).

Il ritorno dopo quasi cinquanta anni del maestro che avviò in maniera sistematica e rigorosa le ricerche su Telesia e la conferenza di una giovane studiosa – ricordiamolo, formatasi alla scuola di Lorenzo Quilici e Stefania Quilici Gigli, ordinario di Topografia antica presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della Seconda Università degli studi di Napoli – che è una profonda conoscitrice dei nostri paesi sono per tutti gli studiosi, per i cultori di storia locale, per quanti lavorano alla conservazione e promozione del territorio, per i cittadini della Valle Telesina una grande occasione per vivere una serata di grande interesse culturale.

Antonietta Cutillo

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