Ricorso contro il parco eolico Morcone-Pontelandolfo

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Successivamente al ricorso al TAR contro il parco eolico S. Lupo, come anticipato in passati comunicati stampa, in data 03.07.2014 è stato depositato formale ricorso al TAR per l’annullamento dell’autorizzazione alla costruzione di un NUOVO PARCO EOLICO sui crinali del territorio dei Comuni di Morcone e Pontelandolfo e precisamente nell’intorno della zona “Lago Spino” area a forte valenza paesaggistica oltre che conosciuta a noi cacciatori come areale per lo sverno di molti migratori come la beccaccia, i tordi, le allodole, le quaglie etc.

L’intesa tra la Coldiretti di Benevento e il nostro Sindacato continua ancora, infatti il ricorso a firma rispettivamente dei Presidenti Dott. Gennarino Masiello e Mauro Panella sancisce la ferma volontà di preservare gli habitat naturali di migliaia di specie di flora e fauna, i biotopi locali ed al contempo le tradizioni storico-colturali (nonché economiche) contadine, quali le attività agricole e di allevamento e tutto ciò che è compatibile sostenibilmente anche con l’esercizio venatorio che ne verrebbe coinvolto negativamente.
La ferma posizione assunta da queste due Associazioni conferma la nostra volontà di essere parte attiva, soprattutto nel prossimo futuro, nella salvaguardia del territorio e nelle politiche eco-sostenibili, per una maggiore tutela ambientale e per lo sviluppo e la difesa dei settori agricoli e zootecnici, con la conservazione delle bellezze naturali, culturali ed economiche in esso tratteggiate (fatta di produzioni biologiche, DOC, DOP e tradizionali).
Con questo atto l’ambientalismo venatorio (vero baluardo dei valori e delle tradizioni italiche) ha voluto mettere in luce, se mai ce ne fosse stato bisogno, come l’ambientalismo di città, integralista e radical chic, fatto nei salotti “buoni”, non sia altro che pura apparenza che nasconde, in realtà, interessi economici che nulla hanno a che fare con l’ambiente e chi lo vive (fosse per lavoro o per sfruttarne le risorse naturali). Infatti è notorio che gli impianti eolici impattano negativamente anche sulla flora e la fauna (stanziale o migratoria che fosse), sul paesaggio, sull’agricoltura, l’allevamento e sul nuovo turismo che va alla ricerca dell’integrità dei paesaggi per viverli in perfetta simbiosi senza alcun disturbo o estraneità.

Oltre al ricorso al TAR unica strada necessaria e concreta per bloccare tale scempio e impedire una devastazione del territorio che si percuoterà sulla nostra economia rurale e paesaggistica tra le più belle della Regione Campania non apportando nessun vantaggio ma l’esatto contrario, si è anche provveduto ad interpellare il Ministero, la Commissione Europea per chiedere l’attuazione del principio di precauzione ai sensi dell’art. 174, paragrafo 2 del Trattato CE, recepito dall’art. 301 e 300 (danno ambientale) ai sensi del D.Lgs 3 aprile 2006, n. 152. Quest’ultima istanza è stata inviata anche alla Prefettura di Benevento e alla Provincia di Benevento
In concreto queste due associazioni stanno percorrendo le uniche strade possibili nelle sedi opportune deputate ad esprimersi, positivamente o negativamente sulla fattibilità di tali opere industriali di questi parchi eolici che vengono, non solo autorizzati in aree protette, ma vanno a danneggiare le tradizioni storico culturali compromettendone indelebilmente lo sviluppo agricolo e paesaggistico, unica e sola opportunità per creare nuova occupazione, e quindi, sviluppo in questa fase di grave crisi economica, in considerazione del fatto che, tali impianti eolici, non apporteranno nessun beneficio alle popolazioni ma le danneggeranno per sempre, privandole dell’unica possibilità di sviluppo basata sulla integrità delle bellezze naturali e dei suoi attrattori storico-culturali impattando su una agricoltura sana e genuina.

Lì 21.07.2014

Carmine Sanzari

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