L’autore del passato: Libero Petrucci

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Nel suo intervento Non solo Telesia: le testimonianze del territorio all’interno del Convegno Telesia e il suo territorio, l’archeologa Giuseppina Renda ha fatto numerosi riferimenti ad uno storico di San Salvatore Telesino, Libero Petrucci, vissuto nella prima metà dell’ottocento (1793-1865), autore di una ancora inedita Storia di Telese, conservata manoscritta presso la Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria. La Renda ha esordito proprio citando la prima pagina del manoscritto petrucciano: «La mia patria è S. Salvatore, nel di cui tenimento esistono gli avanzi della Telese Sannitica, e della Telese Romana. Ad ogni passo, che muove, ad ogni occhiata, che gira, il Cittadino di questo Comune non può non fermarsi a contemplare i calcinacci di quelle fabbriche grandiose, che furono opera della mano degli Avi suoi, ed a non addolorarsi sul destino della mondana grandezza. Queste sensazioni risvegliano la curiosità di approfondire le vicende di Telese per ravvisare il di lei stato primitivo, e per quali luttuosi avvenimenti giace ora distrutta, ed annientata».

Nel corso della relazione i riferimenti di Giuseppina Renda all’opera dello storico ottocentesco sono stati numerosi, in particolare ai disegni che corredano la trattazione, da quello della villa romana “Le Grotte di Pugliano” a quello della cinta muraria di Monte Acero che nel disegno del Petrucci corrisponde quasi perfettamente alle mappe fatte in epoca recente utilizzando le più avanzate tecniche di rilevamento topografico. E sulla cinta Petrucci così scrive negli anni 1853-65: «Quivi sono i ruderi della Telese Sannitica. Che dico ruderi? L’opera pressoché intatta. In fatti si osserva un muro, che circonda tutta la sommità di Montacero, e circolarmente può essere di circa miglia due. Questo muro è intero, ed appena è stato distrutto in quella parte, che sovrasta Valle oscura, in dove le acque piovane hanno prodotto un avvallamento, e ne hanno guastata la circonferenza per circa. La costruzione di questo muro è tutta di vera architettura Etrusca, che oggi piace chiamare Ciclopica, o Pelasgica».

L’opera di Libero Petrucci, mai stampata a causa della prematura morte dell’autore, è un poderoso trattato di storia che copre un arco cronologico di oltre venti secoli, dai Sanniti fino alla sua morte nel 1865. Prima di lui numerosi autori hanno affrontato la storia di Telesia, da quelli dell’antichità come Polibio, Strabone, Dionigi d’Alicarnasso, Livio, a quelli del XVII-XVIII sec.: Cluverio autore di Italia antiqua, Liebe della Gotha nummaria, il Ciarlanti delle Memorie historiche del Sannio, il Trutta autore delle Dissertazioni istoriche delle antichità alifane di cui la XVII era: Della via Latina, e di Rufrio, e Telese. Solo alla fine del ‘700,però, uscirà la prima opera dedicata interamente alla città per mano di un altro illustre sansalvatorese, l’arciprete Gianfrancesco Pacelli che nel 1775 pubblicò la Dissertazione critico-storica ovvero memoria storica della città di Telese, lavoro importantissimo, di grande interesse storico, con il solo limite di essere estremamente conciso, di solo 30 pagine. Per avere una storia completa, articolata sia sul piano cronologico che geografico, che narrasse le vicende non solo della città di Telesia ma di gran parte della Valle telesina, bisognerà dunque aspettare circa un altro secolo, con la Storia di Telese di Petrucci, particolareggiata e minuziosa in tutte le sue parti. È per questo che gli storici, gli archeologi e tutti gli studiosi del territorio dal ‘900 ad oggi, da Marrocco a Quilici, da Caiazza a Renda si sono dovuti necessariamente confrontare con un autore ricco di informazioni che gli provengono dalla sua profonda conoscenza del territorio, dal suo essere un “casalesco” che alla grande cultura di stampo illuminista univa l’esperienza diretta di chi dichiara: «Mi accinsi a leggere Autori, che versano sulla Storia antica, percorsi passo per passo il tenimento per trovare iscrizioni, esaminai scrupolosamente ogni fabbrica, svolgei quanti documenti potei procurarmi».

Antonietta Cutillo

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