Berlin – The place to be

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Berlino combina la cultura di New York, il traffico di Tokyo, la natura di Seattle, ed i tesori storici di, beh, di Berlino. (Hiroshi Motomura, professore statunitense di legge – 2004)

Spinti dalla voglia di esplorare capire e vivere questa città dai mille volti, noi ragazzi del Telesi@ delle classi 4T1 e 4T2 del Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate siamo saliti su un aereo diretto in Germania per respirare quell’aria intrisa di storia e ricordi che Berlino offre. La visita alla porta di Brandeburgo, simbolo della Germania riunificata e considerato emblema della città stessa, ha dato il via alla nostra lezione sul campo. Per quanto concesso dal tempo a nostra disposizione,  abbiamo cercato di ammirare tutti i volti della capitale europea: ci siamo immersi nel ricordo visitando il Memoriale dell’Olocausto, monumento costruito per gli Ebrei assassinati in tutta Europa, regalandoci così un momento di riflessione e dandoci la possibilità di approfondire quelli che sono stati il destino e la storia di questi uomini; quest’opera comprende un labirinto di grossi blocchi di cemento, lungo una sezione di quella che un tempo era la terra di nessuno tra i due lati del muro.  Abbiamo poi visto il Reichstag, il palazzo che ospita l’attuale parlamento tedesco (Bundestag); il restauro con la cupola panoramica in vetro lo ha reso uno degli edifici più belli e d’avanguardia di Berlino.  Abbiamo ammirato con orgoglio la Potsdamer Platz, che comprende anche il Sony Centre progettato dall’italiano Renzo Piano; esso è il più sorprendente esempio della trasformazione urbana degli anni Novanta, dopo la caduta del muro. Rappresenta la zona simbolo del rinnovamento che ha trasformato la città nella “Nuova Berlino” di oggi; poi la chiesa di Santa Maria e il maestoso duomo di Berlino, che è la chiesa protestante e il luogo di culto più importante della città;  al suo interno il sepolcro della dinastia Hohenzollern, la famiglia reale prussiana. La fitta e organizzatissima rete di metropolitane ci ha consentito uno spostamento veloce, dandoci la possibilità di osservare i resti, sparsi per tutta la città, del muro che ha segnato per sempre la storia berlinese; una parte del muro (1,3 km)  è diventata mostra permanente: è la East Side Gallery, la più lunga galleria d’arte all’aperto.  Abbiamo ammirato l’Alexanderplatz, la piazza più grande dell’ex Berlino Est, caotica durante il giorno e affascinante la sera. La piazza è stata testimone di molte vicende storiche e urbanistiche che hanno segnato la città. Poco distante dalla piazza la torre della televisione (Fernsehturm) che si vede da tutta la città: è convinzione diffusa che la Torre della televisione di Berlino sia alta 365 m – un metro per ogni giorno dell’anno. Walter Ulbricht, presidente della Repubblica Democratica Tedesca dal 1960 al 1973 scelse questo numero affinché ogni bambino potesse facilmente ricordarlo. In realtà l’altezza effettiva della torre è di 368 m. Nei momenti di pausa abbiamo conosciuto il popolo di questa città, pacato e riservato, amante dei pub, della birra e dei suoi tradizionali brezel.  Ci siamo soffermati  sul verde dei numerosi e curati parchi tra i quali il più grande, il Tiergarten, era di fronte al nostro hotel e dava il nome alla stessa residenza; nel parco è compreso anche lo Zoologischer Garten. Anche nella visita dell’Olympiastadion, abbiamo rivissuto la storia: in questo mitico stadio l’Italia vinse la finale dei mondiali di calcio nel 2006; lo stadio è nella zona ovest di Berlino e fu costruito per i giochi olimpici del 1936. Lo stadio, in stile monumentale tipico dell’era nazista, è stato completamente ristrutturato; simpatica, nel piazzale antistante lo stadio, la partita di calcio che abbiamo improvvisato contro studenti coetanei Olandesi e che è stata preceduta dal canto “urlato” dei due inni nazionali.


Giulia Ciarleglio
Alessandra Simone

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