Ministro di Grazia, ci renda Giustizia

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E’ l’appello di tre coeredi, i fratelli Geppino, Ugo ed Elsa (oggi ottantenni), della insegnante Maria Giovanna Ragozzino di Castelvenere (Benevento), deceduta all’età di 49 anni all’ospedale “Cardarelli” di Napoli dopo 17 giorni di coma per le gravissime ferite riportate in un incidente stradale avvenuto l’11 dicembre del 1992 sulla SS 372 Benevento-Caianello.

“Nonostante nostra sorella fosse una semplice trasportata, e che quindi non si trovasse alla guida di nessuna delle due auto coinvolte all’epoca nell’incidente stradale, – dicono i fratelli Ragozzino – a tutt’oggi ancora siamo in attesa che venga scritta la parola fine ad una tragedia che riviviamo ogni qualvolta siamo chiamati nelle aule dei tribunali”.

“Grazie ad una sibillina sentenza della IV Sezione Civile della Corte di Appello di Napoli del 2011 –  sostengono i congiunti della vittima – le compagnie assicurative dell’epoca (Milano Assicurazioni e Aurora) hanno fatto ricorso in Cassazione per averne una interpretazione chiara e defintiva. In poche parole, dopo oltre 21 anni dalla morte di nostra sorella bisogna continuare ancora nel pellegrinaggio dei santuari giudiziari. Durante il percorso della procedura sia di primo (Tribunale di Benevento) che di secondo grado (Tribunale di Napoli) sono spariti verbali e fascicoli e tali sparizioni sono state puntualmente denunciate alla Procura di Benevento e di Napoli per le rispettive competenze. Non possiamo credere che giudici, cancellieri e presidenti, prima di firmare, non rileggano il testo per eventuali correzioni di grammatica e di logica sentenziale, allungando tempi e favorendo indirettamente le compagnie assicurative”.

“Non vogliamo pensare – aggiungono ancora provocatoriamente i coeredi di Maria Giovanna Ragozzino – che se il proprietario della due assicurazioni interessate fosse stato l’on. Silvio Berlusconi la vicenda risarcitoria si sarebbe risolta con il massimo impegno della Giustizia, sia nei tempi che nel quantum”.

“Al ‘silenzio’ dei Guarsagilli Alfano e Cancellieri, ai quali abbiamo inviato negli anni passati fascicoli e segnalazioni, confidiamo in un intervento del neo Ministro Orlando affinché questi possa dimostrare che in Italia qualcosa può veramente cambiare, magari iniziando dalla Giustizia, una giustizia uguale per tutti”, concludono gli eredi di Maria Giovanna.

Ugo Ragozzino

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