Istituto “Telesi@”. Un commento

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Sono molto affranto. Mi addolora non poter dare alle minoranze consiliari le soddisfazioni che pur meriterebbero. Purtroppo per loro infatti, il “Telesi@” non migrerà in altri comuni. È da tempo che anelano qualche avvenimento del genere, sperando di vivacchiare sulle poche cose che li contraddistinguono: la strumentalizzazione, il mestare nel torbido, la pulsione a far leva sulla buona fede di qualche assiduo frequentatore dei social network.

Bisogna riconoscere, tuttavia, un grandissimo passo in avanti: i consiglieri di minoranza hanno incredibilmente presenziato ad un intero consiglio comunale, lo scorso 24 marzo.

Partiamo dai fatti. Con le decisioni adottate dalla sola maggioranza (hanno votato contro Capasso, Fuschini, Martucci, Alfano e Palma), l’amministrazione ha deciso quanto segue:

  1. Cambio di destinazione d’uso dell’immobile di piazza Ferrovia, che era rimasto una casa per anziani. Non solo: anni addietro vi era stata trasferita una parte della scuola senza nemmeno una delibera né una convenzione. Chi sono i protagonisti di questo altro capolavoro, che noi dobbiamo risolvere? Chiedete a Capasso, Fuschini, Alfano e Martucci, quelli che oggi votano contro perché ravvisano irregolarità. Cos’e pazz’!;
  2. Convenzione con la Provincia per regolarizzare la permanenza delle strutture scolastiche;
  3. Progettazione dell’allargamento dell’edificio, in tempo rapidi, guadagnando 14-16 locali. L’opera sarà finanziata ed eseguita dalla Provincia, che utilizzerà tutta la capacità di indebitamento di cui può disporre, pari a oltre 1,5 milioni di euro;
  4. Messa a disposizione dello stabile comunale di via Roma, che sarà completato entro un anno e dal quale si ricaveranno altri 8 locali.

In queste settimane, inoltre, abbiamo ottenuto le garanzie che l’eventuale bando per la ricerca di locali sarebbe rivolto esclusivamente ai proprietari di immobili entro il confine comunale. Con la decisione del Consiglio, tuttavia, a mio modestissimo avviso non sarà necessario alcun bando. Basterà prorogare il contratto con il privato di via Caio Ponzio Telesino per i pochi mesi necessari a completare l’intervento.

Cosa proponevano le minoranze? Di chiedere alla Provincia di adeguare il canone di locazione ai prezzi di mercato (il triplo dell’attuale) che hanno sciorinato in consiglio, essendo molto bravi più nel campo immobiliare che in quello politico. Ed è storia risaputa pure questa…. volevano farci avviare nelle secche di una proposta illegittima e irrealizzabile, preferendo mantenere il fitto (disdettato dal proprietario privato e non dalla Provincia) piuttosto che avere edifici pubblici.

Dopo gli indecenti spettacoli animati da Fuschini due anni orsono; dopo gli appelli all’unità dei moderati avanzati dal giovane virgulto forzitaliota Antonio Palumbo, che svelano il becero carattere politico che sta dietro queste vicende; dopo il tentativo di riportare alla luce l’ex molino, con le perle di un Capasso che ritiene che la totalità degli altri sia una massa di cretini e smemorati; dopo tutto questo caos orrorifico giocato tra pochezza e meschineria; rimane il voto contrario di alcuni consiglieri alle soluzioni concrete che pure invocavano.

Scusate, ma io sono sempre dalla parte dei più deboli, e non ce la faccio non sentirmi addolorato per le minoranze consiliari. Non ho mai sparato sulla Croce Rossa, e non inizierò adesso.

Gianluca Aceto

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