Eolico in Campania: invasione del Matese sannita dopo Fortore ed Irpinia

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Il 28 gennaio scorso la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la Legge Regionale n.11 del 1 luglio 2011 – “Disposizioni urgenti in materia di impianti eolici” (nota come “legge Colasanto”), che artificiosamente e demagogicamente cercava di porre vincoli che non competevano alla Regione in materia di eolico, tanto e’ vero che era stata abrogata dalla stessa Regione con la LR n.1 del 27 gennaio 2012.

Con la “legge Colasanto” si è, però, in pratica esaurita ogni “attività” regionale di regolamentazione del territorio campano in materia di installazione di impianti eolici e, cosi’, dal finto “prendere tempo” si e’ passati al vero “perdere tempo”.

Di questa inerzia si sono avvantaggiate, infatti, le compagnie dell’eolico che, al giugno del 2013 per la sola provincia di Benevento, risultavano in attesa di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) con 34 nuovi progetti (ben 500 pale per 1200 MW) e 39 progetti per la  provincia di Avellino (altre 500 pale per altri 1200 MW) da aggiungere alle torri eoliche che secondo i dati dell’ANEV (Associaz. Naz.le Energia dal Vento) ammontavano già a 966 in Campania (quasi tutte installate nelle province di Benevento ed Avellino) nel 2012.

Limitandosi al solo versante sannita del Matese – per il quale sono in attesa di VIA 240 MW di impianti eolici, per circa 100 torri ! – nel frattempo, è stata autorizzata in sede di Conferenza dei Servizi (C.d.S.), quindi in via definitiva, l’installazione di un impianto da ben 19 torri eoliche da 3 MW (alte 160m, con scavi di 30 metri, sbancamenti per strade di collegamento e di servizio per i cantieri, compromissione delle falde), tutto interno ad un sito riconosciuto di importanza comunitaria (SIC-Pendici Meridionali del M.Mutria, habitat da salvaguardare) nel territorio di Morcone-Montagna Fasana.

Ad esso va aggiunto il progetto, approvato in via definitiva, di un impianto di 17 pale da realizzarsi a S.Lupo, a poca distanza da Morcone.

Per il 23 aprile prossimo e’, invece, prevista la  Conferenza dei Servizi per un nuovo progetto di impianto eolico, da realizzarsi sempre nel territorio di Morcone (località Colle Alto) a 200 m dal regio tratturo (per la cui fruizione turistica sono stati stanziati anche dei fondi europei), a meno di 1Km dal SIC e dal sito archeologico di Altilia (Sepino).

E’ notizia del 10 marzo (BURC n.17) dell’annuncio di una nuova Conferenza dei Servizi relativa alle opere connesse alla realizzazione di 2 impianti da installarsi a S.Giorgio La Molara e Montefalcone.

Sempre dal 10 marzo è possibile visionare presso i Comuni di Pontelandolfo e Morcone un nuovo progetto di eolico che interessa i 2 comuni e per cui si è avviato il procedimento di autorizzazione.

Questa successione temporale di impianti così fitta (si tratta peraltro di un elenco “per difetto”, non disponendo di strumenti che permettano di mappare tutti gli impianti presenti nelle varie fasi delle procedure) testimonia inequivocabilmente l’identificazione del Matese sannita (dopo Fortore ed Irpinia) come il nuovo territorio-bersaglio delle multinazionali del vento che intendono speculare, con estrema rapidita’, sulle nostre aree compromettendone definitivamente la qualita’ della vita, le attivita’ legate alla ruralita’, la naturalita’, e la storia dei luoghi in questione (albergazione diffusa, allevamenti, agriturismi, vendita di prodotti agricoli locali, trekking, turismo archeologico e paesaggistico, la semplice fruizione da parte della popolazione locale).

Tale aggressione, oltre che dall’attuale indifferenza dei politici campani, e’ ulteriormente agevolata dall’atteggiamento di sostanziale complicità diffusa tra gli enti ed i funzionari che intervengono nelle procedure di autorizzazione per i quali quelle stesse aree sul cui destino dovrebbero emettere una vera e propria sentenza definitiva appaiono loro come semplici pratiche da sbrigare, spesso con leggerezza ed assenza di rigore.

Per avere una misura dell’ “allegria”, a voler usare un eufemismo, con cui ci si esprime su questi progetti bastano un paio di esempi su tutti, entrambi riferiti ad impianti previsti sul territorio di Morcone:

  • per il progetto eolico di Morcone-Montagna Fasana, la Soprintendenza dei beni paesaggistici (SBAPSAE) aveva espresso con nettezza, alla Conferenza dei Servizi del 24/05/2011, il proprio parere negativo non trovando “metodi di mitigazione dell’impatto percettivo” e comportando, l’impianto, la definitiva “cancellazione dei tratti distintivi del paesaggio protetto”. Cosa è successo nel frattempo per aver modificato il proprio parere convertendolo in positivo alla successiva conferenza dei servizi sullo stesso progetto ?

  • per l’autorizzazione unica, relativa sempre a Morcone-Montagna Fasana (per cui la C.d.S., ripetiamo, aveva dato parere favorevole), non era stata coinvolta la Regione Molise come imposto dalla legge, per la distanza dell’impianto dai suoi confini. La C.d.S. dello scorso 3 marzo relativa all’impianto Morcone-Colle Alto, invece, e’ stata rinviata dal responsabile della procedura, lo stesso responsabile di Montagna Fasana, proprio perche’ la Regione Molise non era stata convocata…

Intanto, in un incontro tenutosi a S.Croce del Sannio il giorno 1 marzo scorso, tre consiglieri regionali (Abbate, Lonardo e…Colasanto, lo stesso della legge “illusione”) hanno promesso di utilizzare gli strumenti a disposizione della Regione per bloccare l’aggressione in atto in Campania …

Ad ogni modo, nell’attesa che prima o poi si identifichino e si utilizzino, bontà loro, questi strumenti e vista la presenza devastante degli impianti eolici che hanno gia’ colonizzato il Fortore e l’Irpinia e che ora stanno per invadere il Matese sud-orientale, chiediamo apertamente e con urgenza a tutti i rappresentanti regionali:

  • la moratoria delle procedure di autorizzazione di tutti i progetti di realizzazione di impianti eolici sul territorio campano ed il blocco degli impianti già autorizzati, in assenza totale di una regolamentazione regionale

  • Il recepimento da parte della Regione del DM Sviluppo economico 10/09/2010, “Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati  da  fonti  rinnovabili“ con conseguente  individuazione (partecipata) e salvaguardia dei siti non idonei alla realizzazione degli impianti eolici, con rispettive fasce di rispetto;

  • Il blocco definitivo dell’incentivazione e delle autorizzazioni degli impianti eolici sul territorio campano, non destinati all’autoconsumo, come provvedimento da portare nelle sedi ministeriali ed europee.

Le rinnovabili sono un inganno per l’ambiente e per le comunità se sono fonte di speculazione per pochi alimentata solo dai forti incentivi pagati dalle bollette, sono una soluzione se utilizzate per l’autoconsumo a vantaggio del territorio che decidesse di ospitarle in maniera distribuita, sostenibile (non impattando attivita’ e bisogni primari) autosostenuta (l’energia prodotta ripaga l’impianto) e partecipata, nonchè a valle delle pratiche volte a ridurre il consumo di energia.

Per  “Cittadini in Movimento di S.Salvatore Telesino” e “A Guardia dell’ambiente” del “Fronte Sannita per la difesa della montagna”

Francesco Pascale

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