Un’amministrazione ecologicamente distratta

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Siamo ormai giunti alla fine della consiliatura ma ancora ricordiamo l’appassionato intervento pubblico in cui l’uscente assessore all’ambiente e ai lavori pubblici spiegò i motivi della sua ricandidatura alle elezioni. Dichiarò allora che il fallimento degli obiettivi in campo ambientale erano in buona parte da addebitare al sindaco Della Morte che spesso autoritariamente impediva il concretizzarsi delle sue idee e che l’unica possibilità per dare lustro ambientale al nostro paese era di amministrare con il sig. Di Cerbo che rappresentava l’unica e vera essenza della democrazia. Forse queste affermazioni furono le più bizzarre e meno veritiere fra tutte quelle fatte nella scorsa campagna elettorale. E i fatti lo dimostrano.

Non esiste un luogo nel nostro territorio che non parli di abbandono, e di un degrado ambientale mai raggiunto prima.

Il parco giochi, per il quale era stato promesso un faraonico intervento di riqualificazione svanito nel nulla; l’area d’interesse comunitario (ci rifiutiamo di chiamarlo parco) del fiume Volturno che per le condizioni pietose in cui versa è lo specchio di una delle tante storie di denaro pubblico bruciato (centomila euro per la realizzazione, seimila per l’inaugurazione); l’area pertinente l’ex mattatoio ormai è solo una vergogna e un altro esempio di denaro pubblico sperperato per un progetto ecologico mai realizzato (cinquantamila euro); la rimessa comunale ridotta a un deposito d’immondizia comunale; Piazza Umberto I e Piazza Pertini sono diventate l’emblema dello squallore ambientale del nostro paese; le sedi laterali delle strade periferiche, per lunghi tratti ingombrate da terra, alberi ed erba alta; le cunette ostruite da terra e fango; i marciapiedi sporchi di erbacce; la raccolta differenziata non ha mai raggiunto livelli di eccellenza nonostante l’inutile studio commissionato, (altri 2500 euro sprecati che si aggiungono ai 2000 spesi in un solo mese per la brillante idea di istituire le guardie ambientali); La proposta di SEL, che con nota del 21/04/2012 indirizzata al sindaco e all’assessore delegato, invitava ad attivare una serie di iniziative per facilitare i cittadini interessati allo smaltimento di materiali contenente amianto, è stata irresponsabilmente cestinata, nonostante l’utilità e la fattibilità a costo zero per le casse comunali.

Ma il disastro ambientale più grave è rappresentato dalle condizioni in cui versa il Fosso Volpe. Una fogna a cielo aperto originata dall’enorme quantità di materiali fecali che da anni e ininterrottamente sono incanalati nel torrente attraverso un visibile tubo di scarico di cui il sindaco conosce la presenza, l’ubicazione e i motivi della sua esistenza. Vero è che il problema non è di facile soluzione ma è altrettanto vero che è deplorevole per quest’amministrazione preferire ignorarlo anziché tentare di risolverlo.

Allora assessore Salvione, è sempre convinto che per dare lustro ambientale al nostro paese l’unica possibilità fosse rappresentata dal sig. Di Cerbo?

Antonio Broccoli   

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