La crisi dell’ultimo decennio

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Ancora una volta sentiamo il peso della crisi, il costo del lavoro è alto e i lavoratori non riescono ad arrivare a fine mese.È notizia dei nostri giorni la scelta di una nota azienda del Nord Europa con stabilimenti in Italia, del voler diminuire di 3,00 €/h il salario dei suoi lavoratori per uguagliarli a quelli dei colleghi polacchi, pena, la chiusura dello stabilimento e trasferimento di tutta la produzione all’estero.

Eccoci quindi alla dittatura/monarchia, dove “il capo” e padre padrone, non ultimo ci mettono a livello di lavoratori che hanno si voglia di fare, ma che con le ‘’tasse’’, imposte e contributi sono a livelli molto più bassi di noi, quindi 800/1000€ al mese sono sufficienti per vivere e far vivere.

Il nostro Governo tenta di ridurre il costo del lavoro ma non riesce in pieno nell’operazione, e se vogliamo, è difficile far quadrare i conti quando l‘unica cosa certa è la spesa che deve sostenere.

Offerte de tipo ‘’se assumi un cassaintegrato, per un periodo non pagherai i contributi” e altre iniziative del genere non fanno altro che aumentare la discriminazione tra chi ha la fortuna di esserci in cassa integrazione e chi si trova con reddito zero.

Mega tecnici economisti si stanno alternando alla poltrona del governo targata “Ministero dell’economia” ma nessuno fino ad oggi ha voluto dare una svolta radicale alla tassazione sociale.

Personalmente non mi ritengo capace di poter risolvere il problema, ma se immagino le spese della mia famiglia moltiplicate per un numero con tanti zero non vedo molte differenze, poi, pochi soldi da gestire uguale a poche persone a fare i conti, invece tanti soldi da gestire uguale a tante persone a fare conti, e nella nostra Casta Italiana già ci sono.

Le iniziative di aumentare l’IVA, la guerra tra IMU, TARES e tente altre sigle, non fanno altro che confondere le idee, e portare soldi allo Stato. Soldi prelevati dalle tasche dei lavoratori dipendenti, del resto sono gli unici che hanno una busta paga ‘’chiara’’ e quindi li è facile fare i conti.

Ma la domanda che da diverso tempo mi assilla e alla quale non riesco a dare una risposta è ma è così difficile dire ai lavoratori : “…  hai  in busta paga 1.200,00€ quando arriva fine mese, dimmi quando hai speso dal macellaio, quanto hai speso, di benzina, di energia elettrica, di acqua, di pasta e pane, e su quello che ti resta tra il ricavo e la spesa mi dai il l’ X percento perché io ti metto a disposizione i servizi militari per la tua difesa, i parlamentari che ti rappresentano alla sede UE, potrò investire i fondi in opere pubbliche, ecc  ”

Questo porterebbe, ogni singolo cittadino al controllo del suo negoziante, del suo benzinaio, del suo fornaio e di tutte le persone con cui si ha un rapporto commerciale al fine di avere il giusto scontrino fiscale, in quanto ‘’se non paghi  tu, devo pagare io per te!!!’’

Aumenterebbe sicuramente la domanda di beni secondari ma ricadenti nella vita quotidiana, aumenterebbe il famoso PIL, aumenterebbe l’introito IVA che è TUTTA dello Stato.

Naturalmente questo è il pensiero di un piccolo dipendente che si è fermato (per ragioni economiche dei genitori), alla scuole superiori, e pertanto non ha la coltura dei mega professori  Universitari che hanno studiato nelle più prestigiose Università per imparare come tassare la classe medio borghese.

Sicuramente avremo modo di continuare questo scambio di idee, sicuramente il forum mi spiegherà perché la mia idea finanziaria non possa essere applicata, ma personalmente, la ritengo la più semplice e leale.

Luigi Santillo

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