La befana popolare: Pulcinella, 500 anni portati bene

0

Con Salvatore  Gatto 6 Gennaio 2014 ore 18 Guardia sanframondi Chiesa AVE GRATIA PLENA.  Salvatore Gatto dal 1980 porta in giro, per le strade, le piazze, i teatri e i festival, le Guarattelle: spettacolo di burattini della tradizione napoletana, già in viaggio almeno dalla fine 1400. Pulcinella è il protagonista e, insieme ai personaggi che si succedono sulla ribalta, racconta vicende giornaliere e storie di vita popolare. Se Pulcinella, visto in chiave simbolica, rappresenta l’uomo, gli altri personaggi che chiama in scena, sono i suoi bisogni e le sue paure e, quando li sconfigge, uccide anche quelle paure e quegli istinti negativi che sono in lui e nel pubblico, così come gli antichi canti o balli magici di esorcizzazione ristabilivano l’armonia del tutto. “Burattini e marionette appartengono alla tradizione popolare e costituiscono una delle più antiche forme teatrali: fantocci usati per rappresentare personaggi semplici, storici, epici o mitologici. L’arte di fantocci e pupazzi è arcaica: la storia del Teatro di Animazione risale all’antichità egizia, alla Cina, alla Grecia classica, all’India, dove elementi di spettacolo erano figure di legno o argilla, e dove, statue e maschere, adottate dagli sciamani, possono addirittura collegarsi a culti sacri, prima di diventare mezzi d’intrattenimento. Infatti, la maschera, indossata dall’uomo, trasforma quest’ultimo in marionetta, articolandosi ed assumendo vita indipendente.

Già dal millecinquecento, marionette e burattini sono rappresentati da pupazzi di stoffa, metallo o legno. I burattini sono composti da testa e mani di legno o cartapesta, e da un corpo di stoffa, entro il quale il burattinaio, infilando la mano, muove ed anima il fantoccio. La marionetta è più articolata, poiché è a figura intera, manovrata dall’alto con fili o stecche: due per le braccia, due per le gambe, una in vita ed una per la testa. E’ l’operatore, con gesti e parole, ad infondere vita ai personaggi… A Napoli si fa strada Pulcinella, la maschera che, unitamente ai suoi colleghi settentrionali: Rugantino (Roma), Arlecchino (Bergamo), Balanzone (Bologna), Gianduia (Torino), Meneghino (Milano), ha conosciuto la celebrità europea. Nato per l’intrattenimento degli adulti, oggi il teatro dei burattini e delle marionette sopravvive per divertire i bambini … e, a parte i pochi artisti che si esibiscono per strada, di quest’arte non resta più gran traccia…”.

Raffaella Vitelli

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.