Il fascino della normalità dimenticata

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La tappa di gennaio del Trekking Culturale Telesi@ è stata anomala ed affascinante per la tipologia del percorso scelto. Per una volta niente boschi, niente panorami, niente alture, niente montagna. L’escursione, svolta ad una altitudine media di 60 mslm, ha alternato tratti su rive fluviali a tratti nel centro urbano fino al periplo delle mura dell’Antica Telesia. Alla partenza 20 studenti e 7 adulti. Nota rilevante ed inconsueta: l’attività scolastica si è svolta di domenica mattina. Il lavoro preventivo degli studenti ha visto la redazione di varie schede di approfondimento sui corsi d’acqua di Telese visitati nel percorso; i torrenti Seneta, Truono, Portella, Grassano e Cerro; il fiume Calore; le terme Jacobelli e il Lago. Percorrendo la riva destra del fiume Calore ci siamo imbattuti in una particolare tipologia di ambiente insolito. Il sentiero che non è proprio a bordo fiume ma “sollevato” a livello dei campi coltivati, presentava due scenari nello stesso tempo: il lato fiume con sabbia melmosa e i soliti rifiuti degli incivili; il lato interno con appezzamenti di terreno molto curati e fertili piantati a viti ed olivi. I terreni telesini confinanti con il fiume calore hanno tutte la stessa caratteristica: sono strisce strette e lunghe con accesso dalla strada asfaltata vicina al centro urbano; l’altro lato, quello adiacente al fiume presenta invece una zona franca, non privata, di un paio di metri: il nostro sentiero; questo si presenta incontaminato, senza tracce di veicoli agricoli ma con erba, cannucce e, a volte, terreno fangoso; il tragitto, poco frequentato, è lungo 2 km, parte dal nuovo ponte Telese-Solopaca ed arriva fino alla foce del Grassano. Per la maggior parte degli studenti il fiume, con la sua particolare tipologia di habitat, è risultato uno sconosciuto. Le stesse emozioni le hanno determinate i torrenti visti da vicino; in particolare il torrente Truono la cui riva destra ci ha guidato dal centro abitato di Telese direttamente alla porta “Ad Calorem” delle mura di Telesia su di un percorso insolito che può avvicinarsi con buone probabilità al tracciato dell’antica via Latina. Dalla foce del Grassano che si sversa nel Calore, non abbiamo potuto ripercorrere a ritroso il corso del più grande torrente telesino perché questo è interrotto dal tracciato della ferrovia. Abbiamo perciò percorso alcuni tratti di asfalto urbano in massima sicurezza grazie ai preziosi consigli delle due guide CAI al seguito: Gianna Volpe e Ottorino Volpicelli che tra i tanti impegni del calendario annuale delle escursioni del Club Alpino Italiano riescono sempre a seguire gli studenti dell’Istituto Telesi@. Le relazioni di Gianna Volpe alle riunioni preliminari alla sala convegni del nostro istituto sono un vero e proprio corso di aggiornamento a puntate per il nostro gruppo di trekking.

E’ convinzione degli adulti accompagnatori che il “vivaio” dei giovani telesini produrrà di certo nuovi nomi da affiancare agli esperti già conclamati. Altri due esperti accompagnatori meritano la giusta citazione: il maestro Tagliaferri “esperto” sia in montagna che ovunque e il dott. Antonio Romano, organizzatore competente di escursioni che ha esaltato con complimenti l’insolito percorso fluviale e storico. Un grazie anche alla prof.ssa Campagnano e al marito. Particolare approfondimento è stato dedicato all’Antica Telesia grazie alla presenza dell’appassionato di storia locale Flaviano Di Santo: gli studenti hanno ascoltato incantati le curiosità raccontate “in diretta” davanti alla antiche mura. Come in un grande museo all’aria aperta la visita culturale ha appassionato i giovani grazie al ripercorrere degli eventi storici legati alla città telesina. La sensazione avvertita in modo collegiale è stata quella di “possedere” un tesoro di ricchezza inestimabile ancora inesplorato e nascosto sotto le colture di privati cittadini. L’attività di ricerca storica di Flaviano Di Santo spazia dalle antiche mappe alle testimonianze storiche nelle antiche scritture, da semplici deduzioni ad approfondite indagini su “pezzi” architettonici nella loro evoluzione cronologica attraverso i siti di permanenza. Una ipotesi, tra le tante espresse, vede le colonne ed altri pezzi storici di Telesia utilizzati nelle “attuali” chiese dei comuni della valle. L’antica città di Telesia era una delle più importanti e ricche del sud Italia ed è molto probabile che i saccheggiamenti abbiano portato altrove i suoi tesori. Tra i tanti insegnamenti di Flaviano il più sconvolgente risulta essere l’estrema facilità nell’era digitale di ottenere risorse da fonti gratuite su internet; a queste si aggiungono la disponibilità di archivi storici sia a Benevento che nei singoli comuni della provincia. La prossima escursione, quella di febbraio, sarà localizzata nel versante sud-ovest del Taburno, nel comune di Bucciano e legherà due luoghi interessantissimi: la grotta di San Simeone ed il santuario della Madonna del Taburno.

Giovanni Forgione

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